Il film Nuotando nella follia finisce con Sabrina – l’istruttrice di nuoto ossessionata dal padre di una sua allieva – che viene fermata prima di poter compiere un ultimo delitto. Dopo aver cercato di annegare Parker, l’uomo di cui si è invaghita, Sabrina viene colpita da Ellen (la moglie di Parker) con un cric. Ellen riesce a salvare il marito e a rianimare Sabrina, che viene infine arrestata. La famiglia, liberata dalla minaccia, può tornare a vivere serenamente.

Il thriller Lifetime, uno dei tanti che Rai2 trasmette durante le serate estive, ruota attorno alla figura di Sabrina (Sydney Hamm) una nuotatrice fallita che, dopo essere stata scartata dalle Olimpiadi e aver ucciso il suo allenatore, si reinventa come istruttrice di nuoto. Viene assunta per aiutare Ashley (Kiarra Beasley) una bambina traumatizzata dall’acqua, figlia di Parker ed Ellen. Ma l’interesse di Sabrina si sposta presto sul padre della bambina, per il quale sviluppa un’ossessione malata.
Nel corso del film, Sabrina riesce a insinuarsi nella vita della famiglia, sfruttando l’assenza temporanea di Ellen (in riabilitazione per alcolismo) e la vulnerabilità di Parker. Elimina chiunque le ostacoli il cammino, arrivando a uccidere la madre e persino una collega istruttrice. Sabrina manipola la situazione per far ricadere i sospetti su Ellen, facendola apparire come una madre inaffidabile e inducendo Parker ad affidarle la figlia.

Il piano di Sabrina però comincia a sgretolarsi. Ellen, uscita dal centro di recupero, scopre la verità grazie a un ex allenatore sopravvissuto alla furia della donna. Contemporaneamente, anche Parker inizia a sospettare e, messo alle strette, affronta Sabrina. Lei tenta di ucciderlo annegandolo, ma Ellen arriva giusto in tempo per colpirla e salvare il marito.
Il film si conclude con l’arresto di Sabrina e una ritrovata armonia familiare: Ashley, Parker ed Ellen possono finalmente godersi la piscina senza paura.
