Alla fine di Solo per una notte, Edward (Richard Gere) e Connie (Diane Lane), marito e moglie travolti da un tradimento e da un omicidio, si ritrovano in auto, fermi a un semaforo davanti a una stazione di polizia. Dopo aver confessato a Connie di aver ucciso Paul (Olivier Martinez), l’amante di lei, Edward si dice pronto a costituirsi. Ma mentre il semaforo resta rosso e la tensione cresce, i due si guardano e sembrano prendere una decisione diversa. La macchina non si muove, e l’inquadratura finale li mostra fermi, incerti, mentre la telecamera si allontana. Il film si chiude così, con un finale aperto: non sapremo mai se entreranno in centrale o se sceglieranno di tacere per sempre.
Connie è una moglie e madre apparentemente felice, che vive una vita tranquilla in periferia con il marito Edward e il figlio. Tutto cambia quando incontra per caso Paul Martel, un affascinante giovane francese. Tra i due nasce una relazione passionale e travolgente, che porta Connie a vivere una doppia vita. Quando Edward scopre il tradimento, è devastato, ma non affronta subito la moglie. In preda alla gelosia e al dolore, rintraccia Paul e, in un momento di rabbia, lo uccide con un oggetto trovato nell’appartamento dell’uomo. Dopo aver fatto sparire il corpo, cerca di mantenere la calma e proseguire con la vita di sempre.

La tensione cresce mentre la polizia indaga sulla scomparsa di Paul e Connie, devastata dal senso di colpa, si avvicina nuovamente al marito, senza sapere cosa sia realmente accaduto. Quando Edward le confessa l’omicidio, lei non reagisce con rabbia, ma con comprensione. Il momento finale, in auto davanti alla centrale di polizia, racchiude tutto il peso morale e le ambiguità della loro relazione: sono entrambi colpevoli, ma anche incredibilmente umani.
Solo per una notte è un thriller psicologico e drammatico del 2002 diretto da Adrian Lyne, maestro delle passioni distruttive già noto per film come Attrazione fatale e 9 settimane e ½. Il film è liberamente ispirato al film francese La femme infidèle di Claude Chabrol. Diane Lane è stata candidata all’Oscar per la sua intensa interpretazione di Connie, mentre Richard Gere offre una delle sue performance più contenute e sofferte. Unfaithful esplora i confini tra amore, desiderio, senso di colpa e giustizia, e il suo finale aperto è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli spettatori.
