Nel finale di The Boy (2016), si rivela che la bambola Brahms non è posseduta da un’entità soprannaturale, ma che Brahms è in realtà vivo e nascosto all’interno della casa. Dopo una serie di eventi inquietanti, Greta scopre la verità quando il bambino che pensava fosse morto in un incendio è in realtà un uomo adulto che ha vissuto nascosto tra le pareti della casa, simulando la possessione della bambola per rimanere al sicuro. Alla fine, Brahms esce dalla parete indossando una maschera che imita il volto della bambola e uccide l’ex fidanzato di Greta, Cole. Quando Brahms minaccia anche Greta, lei riesce a scappare grazie a un abile inganno.
Il film inizia con Greta che assume il ruolo di tata in una casa isolata in Inghilterra, dove si trova a prendersi cura di una bambola chiamata Brahms, che è trattata come se fosse un bambino vero. Le istruzioni della famiglia Heelshire sono chiare: trattare Brahms con cura, nutrirlo, non lasciarlo mai solo, non andare in soffitta e non avere fidanzati. Ben presto, però, Greta si accorge che qualcosa non va, e strani eventi la fanno dubitare della vera natura della bambola.
Man mano che Greta indaga, si rende conto che la bambola potrebbe nascondere un segreto inquietante. Alla fine, la verità emerge: Brahms è vivo, e la bambola era solo un modo per nascondere la sua presenza. L’adulto Brahms si rivela essere pericoloso e violento, ma Greta, grazie alla sua astuzia, riesce a ingannarlo. Quando lui le chiede un bacio della buonanotte, Greta lo accoltella, permettendo a sé stessa e al suo amico Malcolm di fuggire dalla casa.

Il film si conclude con una scoperta sconvolgente, che abbiamo analizzato in manera più ampia nella nostra spiegazione del finale: i genitori di Brahms, pur sapendo che il loro figlio è vivo e un assassino, decidono di porre fine alle loro vite, lasciando un messaggio a Greta. La scoperta della loro morte, insieme al fatto che la famiglia aveva assunto Greta per “far compagnia” al figlio, aggiunge una nota tragica alla storia. Nonostante il pericolo, Greta riesce a scappare, ma il film lascia la porta aperta a possibili sviluppi futuri, anche se il finale lascia intendere che Brahms potrebbe non essere davvero morto.
Il film, pur rivelando un’inquietante svolta psicologica, apre anche la strada a un possibile seguito, come accade nel 2020 con Brahms: The Boy II, ma in un contesto che perde il fascino e la singolarità del primo film.
Al seguente link, vi sveliamo se The Boy è tratto da una storia vera.
