Il film Yara, incentrato sulla vera storia del caso di Yara Gambirasio, tredicenne di Brembate di Sopra uccisa nel 2010, finisce con la sentenza che condanna il muratore Massimo Bossetti all’ergastolo per omicidio pluriaggravato. Dopo le parole del giudice, c’è uno scambio di sguardi tra la madre di Yara, Maura, e il pubblico ministero Letizia Ruggeri. Maura accenna ad un sorriso che vuole essere un ringraziamento alla Ruggeri, per essere stata tenace e per aver portato avanti l’indagine nonostante le numerose avversità.

Tra l’altro questa è anche la scena preferita dell’attrice che interpreta Yara nel film, Chiara Bono, che in un’intervista a Today disse:
“Lo sguardo tra la PM Letizia Ruggieri e la madre di Yara con il quale termina il film. Isabella Ragonese e Sandra Toffolatti hanno riassunto in pochi secondi l’intera storia, il dolore della vicenda, ma anche quella solidarietà forte, rara che nasce a seguito di eventi inspiegabili e terribili”.

La vera protagonista del film è Letizia Ruggeri (Isabella Ragonese) che segute l’indagine sull’omicidio di Yara sin dalla scomparsa della ragazzina, nel novembre del 2010, al ritrovamento del cadavere e l’autopsia, fino ai complessi riscontri sul DNA del suo assassino. Ruggeri si ritrova a scontrarsi con i suoi superiori e con l’opinione pubblica ma continua ad essere un punto di riferimento per i Gambirasio.
Sebbene Bossetti continui a dirsi innocente, alcuni criminiologi, tra cui la Bruzzone, sostengono con fermezza che lui sia l’assassino e hanno spiegato perché ha ucciso Yara.
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