Alla fine di Lawrence d’Arabia, il colonnello T.E. Lawrence, ormai stanco e segnato dalle sue esperienze, assiste alla conclusione della campagna militare che ha guidato con successo. Le truppe arabe, insieme agli inglesi, riescono a prendere Damasco, ma la vittoria non porta i risultati sperati. Gli arabi, frammentati da lotte interne e in disaccordo su come governare, faticano a mantenere il controllo della città, che finisce per essere amministrata dalle forze britanniche. Dopo questa disillusione politica e personale, Lawrence viene richiamato in Inghilterra. Nella scena finale, lo vediamo viaggiare in auto attraverso il deserto, mentre è visibilmente stanco e riflette sul suo futuro.
Lawrence d’Arabia inizia e si conclude con un interrogativo, in maniera molto simile a Quarto potere. Il film si apre con la morte di T.E. Lawrence (interpretato da Peter O’Toole) in un incidente motociclistico nelle campagne inglesi. Da qui, un taglio netto ci porta dall’immagine dei suoi occhiali appesi a un ramo a un busto di Lawrence nella Cattedrale di St. Paul, simbolo della sua importanza.
Durante il suo funerale, diventa chiaro che nessuno degli ufficiali britannici presenti prova orgoglio per averlo conosciuto, facendo solo vaghi riferimenti ai suoi successi in Egitto e a Damasco. Il film ci riporta indietro di vent’anni, a Il Cairo, dove inizia la sua eroica missione: incontrare il principe arabo Feisal (Alec Guinness), impegnato a combattere i turchi.

Il regista David Lean utilizza la figura complessa di Lawrence per esplorare i temi del colonialismo e del “salvatore bianco”, mettendo in discussione la presunta gloria dell’Impero Britannico, proprio come aveva fatto nel suo precedente film Il ponte sul fiume Kwai. Tuttavia, la presenza di Alec Guinness in “brownface” e gli atteggiamenti paternalistici di Lawrence complicano ulteriormente la narrazione.
Il deserto, simbolo di solitudine e pericolo, gioca un ruolo centrale. Lawrence incontra Sherif Ali (Omar Sharif) in una scena che sottolinea la vastità e la pericolosità del deserto: Ali uccide il compagno di viaggio di Lawrence per aver bevuto dal suo pozzo. Da quel momento, il rapporto tra Lawrence e Ali diventa complesso. Dopo iniziale diffidenza, nasce un rispetto reciproco quando Lawrence salva uno degli uomini di Ali. Diventano alleati, ma la differenza tra di loro rimane: mentre Lawrence si proclama “dell’Arabia”, Ali lo è realmente.
Con l’aiuto di Ali, Lawrence convince Feisal a fornire 50 uomini per attaccare la città portuale di Aqaba. Con la collaborazione del leader Howeitat, Auda abu Tayi (Anthony Quinn), e nonostante un conflitto interno tra le tribù, il gruppo sferra un attacco di successo via terra, e Lawrence viene promosso maggiore.
Tuttavia, il tono eroico della prima metà del film lascia spazio al cinismo nella seconda parte, quando la guerra si fa sempre più distruttiva. Lawrence è catturato e brutalizzato a Deraa, ma, nonostante sia scosso dall’esperienza, viene convinto dal generale Allenby (Jack Hawkins) a guidare un esercito mercenario in un devastante massacro contro i turchi a Damasco. Ali tenta di impedirlo, senza successo.
Dopo la strage, Lawrence è abbandonato dai suoi alleati arabi e la sua relazione con Ali si spezza definitivamente. La città di Damasco viene posta sotto il controllo britannico, e Lawrence, disilluso, prega di non vedere mai più il deserto. Alla fine, abbandona le vesti arabe e torna alla sua uniforme da ufficiale britannico. Mentre lascia Damasco, una moto attraversa la sua strada, riportandoci alla scena iniziale del film, simbolo della conclusione del suo viaggio e del suo destino.
