Per oltre due decenni, una teoria del complotto ha alimentato discussioni tra cinefili e appassionati di misteri hollywoodiani: l’ultimo film di Stanley Kubrick, Eyes Wide Shut del 1999, sarebbe stato rimaneggiato dopo la morte improvvisa del regista, con l’eliminazione di ben 20 minuti di girato. Ora Vivian Kubrick, figlia del maestro del cinema e collaboratrice in diversi suoi progetti, ha deciso di affrontare pubblicamente la questione con una dichiarazione dettagliata pubblicata su X.
La teoria circolante sostiene che la versione originale del film durasse 179 minuti anziché i 159 della versione distribuita, e che contenesse un finale molto più oscuro. Secondo queste voci, la setta segreta che coinvolge il personaggio di Tom Cruise sarebbe stata rivelata come un’organizzazione dedita allo sfruttamento di minori, con i protagonisti interpretati da Cruise e Nicole Kidman che sacrificavano la propria figlia al culto. La Warner Bros avrebbe quindi modificato il montaggio dopo la morte di Kubrick, avvenuta pochi giorni dopo la presentazione del film agli studio executives.

Si è tornati a parlare della teoria nel 2024, quando lo sceneggiatore Roger Avary ha discusso questi rumor durante un episodio del podcast di Joe Rogan, affermando di averne sentito parlare da fonti indirette. Alcune versioni della cospirazione suggeriscono addirittura che Kubrick fosse a conoscenza dei crimini di Jeffrey Epstein o di organizzazioni simili, e che il film rappresentasse una forma di denuncia velata.
Vivian Kubrick ha fornito una risposta articolata e tecnicamente dettagliata, spiegando il processo di post-produzione cinematografica per chiarire perché tale scenario sarebbe estremamente improbabile. “Questo deluderà molte persone, ma certamente non ho sentito parlare di 20 minuti mancanti all’epoca, né ho sentito nulla da allora che confermerebbe l’esistenza di tale sezione”, ha dichiarato senza mezzi termini.
L’unica modifica post-mortem di cui Vivian era a conoscenza riguardava l’utilizzo di figure generate al computer per oscurare alcune scene di nudo, un intervento richiesto dalla Warner Bros per ottenere la classificazione R necessaria alla distribuzione negli Stati Uniti. “Ma non ho sentito che fossero stati rimossi inquadrature o scene”, ha precisato.
La figlia del regista ha poi spiegato gli aspetti tecnici che renderebbero impossibile un simile intervento senza lasciare tracce evidenti. Quando Kubrick è morto, Eyes Wide Shut aveva raggiunto il picture lock, ovvero il blocco definitivo del montaggio, ed era nelle fasi finali della post-produzione. A quel punto, il negativo originale della pellicola era già stato fisicamente tagliato per corrispondere al montaggio finale approvato dal regista.

“Una volta tagliato il negativo stesso, non si poteva semplicemente annullare quei tagli e riorganizzare il film: ogni taglio avrebbe distrutto un fotogramma sia all’inizio che alla fine dell’inquadratura”, ha spiegato Vivian, illustrando come il processo analogico di montaggio cinematografico rendesse irreversibili le scelte definitive. Il negativo originale delle riprese scartate non aveva mai subito questo processo proprio perché non faceva parte del film finito.
Vivian ha ammesso di non poter testimoniare su quanto accaduto nelle 30 ore immediatamente successive alla morte del padre, poiché non era presente. Tuttavia, ha respinto con fermezza le testimonianze di alcune persone che hanno alimentato queste voci negli anni:
“Ma a meno che non emergano prove concrete — e non considero prove le storie raccontate da certe persone che, a mio avviso, le stanno inventando a posteriori; spesso le persone tendono a rendere più sensazionale il proprio ruolo in una storia, sempre ammesso che vi abbiano davvero avuto un ruolo — la storia secondo cui 20 minuti di Eyes Wide Shut sarebbero stati tagliati dopo la sua morte rimane, a mio avviso, una vera e propria teoria del complotto, non un fatto accertato”
La dichiarazione si conclude con una certezza personale: se davvero fossero stati eliminati 20 minuti dal film, lei lo avrebbe scoperto. “Una volta che la nebbia dell’agonia si fu diradata, mi impegnai molto da vicino nella tutela del lavoro di mio padre e presi questa responsabilità estremamente sul serio.”, ha affermato, sottolineando il suo ruolo attivo nella tutela dell’eredità artistica del regista.
Prima della testimonianza di Vivian, anche Nigel Galt, montatore di Eyes Wide Shut, aveva dichiarato che il montaggio finale di Kubrick corrispondeva sostanzialmente alla versione distribuita nelle sale. Questi elementi convergono nel smentire la teoria del complotto, pur riconoscendo che alcuni dettagli rimarranno probabilmente avvolti nel mistero dato il contesto della morte del regista.
The Hollywood Reporter ricorda che non è la prima volta che Stanley Kubrick si trova al centro di teorie cospirative. Il regista è stato oggetto di speculazioni ancora più fantasiose, come quella secondo cui avrebbe contribuito a simulare l’allunaggio dell’Apollo 11 del 1969, lasciando poi indizi nascosti nel suo capolavoro del 1980, Shining. Teorie che dimostrano come l’aura di genio visionario e il perfezionismo maniacale di Kubrick continuino ad alimentare leggende anche a distanza di decenni dalla sua scomparsa.
Cont.
University of the Arts London. They hold the official archive of my father’s surviving papers, production materials and other records, spanning his entire career, including Eyes Wide Shut. But to my knowledge, there is no surviving cache of Avid rushes from the film.So… pic.twitter.com/5Zr3hzSWkI
— Vivian Kubrick (@ViKu1111) September 1, 2026
