Netflix ha finalmente svelato il primo trailer di Frankenstein, il nuovo attesissimo film di Guillermo del Toro, in arrivo a novembre, durante il suo evento globale Tudum. La pellicola, ispirata al celebre romanzo gotico di Mary Shelley, segna un ritorno del regista messicano alle grandi storie di mostri, ma con un approccio decisamente più intimo e riflessivo.
A impersonare il tormentato dottor Victor Frankenstein è Oscar Isaac, mentre Jacob Elordi dà vita – letteralmente – alla Creatura. Del Toro ha chiarito che questa versione non sarà un film horror nel senso tradizionale, bensì una profonda esplorazione dei rapporti umani, della solitudine e della responsabilità del creare vita.
Nel cast figurano anche Mia Goth nel ruolo di Elizabeth, Ralph Ineson come il professor Krempe e Christoph Waltz nel ruolo di Harlander, con la partecipazione di Felix Kammerer, Lars Mikkelsen, David Bradley, Christian Convery e Charles Dance.
Il film rappresenta una delle produzioni più ambiziose della collaborazione tra Netflix e Del Toro, già vincente in passato con Pinocchio, premiato con l’Oscar per il miglior film d’animazione nel 2023. A produrre insieme a Del Toro ci sono J. Miles Dale, Melissa Girotti e Scott Suber.
Nella lunga presentazione, la voce narrante di Victor accompagna le immagini della nascita della Creatura, la cui letale dimostrazione di forza arriva però solo in chiusura, abbinata alla disperata ricerca della propria identità da parte del Mostro.
Durante una conversazione al Festival di Cannes con il compositore Alexandre Desplat, Del Toro aveva spiegato come questa sua interpretazione del mito di Frankenstein sia “profondamente emotiva” e vicina ai temi della genitorialità: “Non sto cercando di fare un film horror. Per me è una storia personale. Mi chiedo cosa significhi essere padre, essere figlio.” L’intento, quindi, è di restituire alla narrazione un tono umano e struggente, che si allontani dagli stereotipi cinematografici del “mostro spaventoso” per abbracciare un racconto sul dolore dell’essere diversi e sul peso delle proprie creazioni.
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Del resto, Del Toro ha sempre coltivato un legame profondo con Mary Shelley. Già nel 2018, ricevendo il BAFTA per La forma dell’acqua, aveva ricordato la scrittrice come per lui fosse la figura più importante della letteratura inglese, paragonandola a un membro della propria famiglia