Guy Pearce ha recentemente rivelato in un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita di The Brutalist, il motivo per cui non ha più collaborato con Christopher Nolan dopo il successo di Memento (2000). L’attore ha spiegato che un dirigente di Warner Bros. non apprezzava il suo stile recitativo, bloccando di fatto la sua partecipazione a progetti futuri del regista, che aveva realizzato Memento con piccoli finanziatori.
“Quel dirigente disse apertamente al mio agente: ‘Non capisco cosa abbia di speciale Guy Pearce. Non lo capirò mai. Non lavorerà mai con me’. Da un certo punto di vista, è positivo saperlo. Anche io non ‘capisco’ certi attori, ci sta. Ad ogni modo, questo significava che non avrei più potuto lavorare con Chris.”
Raccontandosi a Vanity Fair, Pearce spiega come Nolan lo avesse preso in considerazione per alcuni ruoli importanti negli anni successivi a Memento, uno su tutti, quello di Henri Ducard/Ra’s al Ghul in Batman Begins (2005), che sarebbe poi andato a Liam Neeson. Pearce ha raccontato l’episodio con una punta di ironia: “Credo che abbiano deciso mentre ero in volo che non sarei stato nel film. Così, quando sono arrivato, Chris mi ha detto: ‘Vuoi vedere la Batmobile e andare direttamente a cena?’”.
La carriera di Nolan con Warner Bros. iniziò subito dopo Memento con il thriller psicologico Insomnia (2002) e continuò per 18 anni con successi come la trilogia del Cavaliere Oscuro e Inception. Tuttavia, nel 2021, Nolan ha lasciato lo studio per collaborare con Universal Pictures, che ha prodotto il suo acclamato Oppenheimer e che realizzerà il suo prossimo film, previsto per il 2026, con un cast stellare
Nonostante queste vicissitudini, Pearce ha espresso grande ammirazione per il lavoro di Nolan e per la sua co-protagonista in Memento, Carrie-Anne Moss: “Lei era molto divertente. Purtroppo ho perso i contatti con lei. Aveva un grande senso dell’umorismo, ma è difficile competere con Chris Nolan. Lui ha un’intelligenza straordinaria.” Pearce ha poi concluso sottolineando di non aver mai avuto rancori nei confronti del regista: la mancata collaborazione è stata esclusivamente il risultato delle politiche interne di Warner Bros.
