Il regista Quentin Tarantino ha risposto duramente alle recenti dichiarazioni dell’attrice Rosanna Arquette, che aveva criticato l’uso frequente della parola razzista con la N nei suoi film. La polemica è nata dopo un’intervista concessa dall’attrice al quotidiano britannico The Times, nella quale Arquette ha espresso disagio verso il linguaggio presente in opere come Pulp Fiction.

Il regista ha deciso di intervenire con una dichiarazione inviata alla stampa (Deadline) nella quale accusa l’attrice di aver attaccato il film e il suo autore per ottenere visibilità mediatica. Il tono della risposta è particolarmente duro e sottolinea il fatto che Arquette abbia partecipato al progetto e accettato il compenso senza all’epoca sollevare determinate rimostranze.
Dichiarando di essere rimasto sorpreso dalle parole dell’attrice, Tarantino scrive infatti
“Spero che la pubblicità che stai ottenendo da 132 diversi media che scrivono il tuo nome e pubblicano la tua foto sia valsa la pena per aver mancato di rispetto a me e a un film in cui – lo ricordo bene – partecipasti con entusiasmo”
Nel messaggio il regista riconosce che le opinioni possano cambiare nel tempo, ma sostiene che attaccare pubblicamente un progetto a cui si è partecipato rappresenti, a suo avviso, un gesto poco elegante.
“Forse ora la pensi così. È possibile. Ma dopo che ti ho dato un lavoro, e ti sei presa i soldi, parlare male di quel film per ragioni che sospetto siano dettate da opportunistico cinismo dimostra una chiara mancanza di classe e di onore.”

Il regista conclude la lettera facendo riferimento a quello che considera un doveroso principio di solidarietà tra artisti.
“Dovrebbe esserci uno spirito di corpo tra colleghi artisti. Ma mi pare di capire tu abbia raggiunto l’obbiettivo che ti eri prefissata. Congratulazioni.”
La polemica nasce come detto dalle parole di Arquette, che in Pulp Fiction interpreta Jody. Nell’intervista l’attrice ha riconosciuto che Pulp Fiction è “un film iconico e straordinario sotto molti aspetti”, ma ha aggiunto di non sopportare più la presenza così frequente di quel termine nei dialoghi di quei film
Secondo alcune analisi, la parola compare circa venti volte in Pulp Fiction, con più di trenta occorrenze in Jackie Brown (1997) e oltre cento in Django Unchained (2012).
Questa scelta stilistica è stata criticata anche da altri registi nel corso degli anni. Già nel 1997 il cineasta Spike Lee aveva accusato Tarantino di essere “ossessionato” da quel termine, pur precisando di non essere contrario alla parola in sé quando viene utilizzata in modo realistico nei dialoghi. Più recentemente anche il regista Lee Daniels ha espresso perplessità a riguardo, soprattutto dopo che Tarantino aveva suggerito agli spettatori che non apprezzano le sue scelte creative di “guardare qualcos’altro”.
Ecco il testo integrale della dichiarazione di Tarantino
“Spero che la pubblicità che stai ottenendo da 132 diversi media che scrivono il tuo nome e pubblicano la tua foto sia valsa la pena per aver mancato di rispetto a me e a un film in cui — lo ricordo bene — partecipasti con entusiasmo. La pensi così adesso? È possibile.
Ma dopo che ti ho dato un lavoro, e ti sei presa i soldi, parlare male di quel film per ragioni che sospetto dettate da un cinismo piuttosto opportunistico dimostra una chiara mancanza di classe — e di onore.
Dovrebbe esserci uno spirito di corpo tra colleghi artisti. Ma a quanto pare l’obiettivo che ti eri prefissata è stato raggiunto.Congratulazioni.
Q”
