Non è il solito red carpet scintillante quello che ha chiuso la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Niente abiti sgargianti o sorrisi smaglianti da copertina patinata. O meglio, c’erano anche quelli, ma con un tocco decisamente fuori dagli schemi. Il cast di “Un tranquillo funerale di famiglia“, diretto da Massimiliano Bruno, ha sfilato all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone stringendo in mano una rosa nera. Un’immagine potente, quasi un manifesto visivo che ha trasformato il tappeto rosso in una sorta di corteo funebre glamour.
L’idea, per quanto bizzarra possa sembrare, ha una sua logica perfetta. Come ha spiegato lo stesso regista, si tratta di “una allegra marcia funebre“, un ossimoro che ben rappresenta lo spirito del film. E la scelta delle rose nere non è casuale né frutto di una strategia di marketing studiata a tavolino. È stata Claudia Pandolfi, protagonista della pellicola, a comprarle su internet. Un dettaglio che rende tutto ancora più genuino e spontaneo, come se il cast avesse voluto prendersi gioco delle convenzioni dei red carpet tradizionali.
@ilmessaggero.it “Un tranquillo funerale di famiglia”, il nuovo film di Massimiliano Bruno, chiude la 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma. Sul red carpet il cast della commedia dall’umorismo nero (che sfida il politicamente corretto) sfila mettendo in scena “un’allegra marcia funebre”. Tra i protagonisti presenti, Claudia Pandolfi, Beatrice Arnera, Stefania Sandrelli, Pietro Sermonti e Dino Abbrescia. Di @Valentina Panetta ♬ audio originale – Il Messaggero
Dino Abbrescia, altro membro del cast, ha aggiunto un tocco di scaramanzia all’operazione: “Si dice che di questo colore porti fortuna“. Una credenza popolare che si sposa perfettamente con quel mix di ironia e superstizione che caratterizza profondamente la cultura italiana, soprattutto quando si parla di cinema e di buon auspicio per un film in uscita.
Ma il momento più surreale della serata è stato senza dubbio quello regalato da Pietro Sermonti. L’attore, che proprio quel giorno compiva gli anni, ha attraversato il red carpet con il telefono in mano, seguendo in diretta la partita Juve-Lecce. Quando qualcuno gli ha chiesto cosa stesse guardando, ha risposto con ironia: “Sto guardando un film giapponese in bianco e nero“, per poi mostrare lo schermo con il match calcistico ancora sullo zero a zero. Un gesto che ha scatenato ilarità e che racconta molto dell’atteggiamento rilassato e autoironico con cui il cast ha vissuto questa chiusura di festival.
Dopo le foto di rito, il pubblico presente ha intonato un coro spontaneo di “Tanti auguri a te” per Sermonti, trasformando il red carpet in una festa di compleanno collettiva. Momenti come questi dimostrano come il cinema italiano sappia ancora stupire e divertire, anche fuori dallo schermo. “Un tranquillo funerale di famiglia” rappresenta per Massimiliano Bruno un’operazione culturale interessante. Il regista ha spiegato che si ispira a una definizione data da Ugo Pirro, leggendario sceneggiatore della commedia all’italiana, che descrisse il genere come “quella volta che ti viene da ridere durante un funerale”. Cinquant’anni dopo quella definizione, Bruno si ritrova a dirigere un film che parte da un cult inglese per renderlo profondamente italiano.
Sul red carpet hanno sfilato, insieme a Massimiliano Bruno, Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti e Stefania Sandrelli, anche Beatrice Arnera, Dino Abbrescia, Giulia Vecchio, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto, Alessandro Mauthe, Giovanni Iovino, Alessandro Usai, Pierpaolo Luciani, Alessandro Squarciotta, Paolo Del Brocco, Nicola Claudio, Giuseppe Sturiale, Samanta Antonnicola, Federica Guidi e la cantante Malika Ayane. Un cast corale che rispecchia la natura ensemble del film.
