Indiana Jones e il Quadrante del Destino, quinto capitolo della saga dell’esploratore, non ha rispettato le grosse attese commerciali, incassando 381,6 milioni di dollari a fronte di altissimi costi di produzione e marketing. Nonostante una migliore performance nelle recensioni critiche (dal 52% al 70% su Rotten Tomatoes), l’opera è stata percepita come un fallimento economico.
James Mangold, regista della pellicola, riflettendo sull’esperienza, ha spiegato quali a suo parere possano essere i motivi del flop, adducendo in primis una mal disposizione del fandom storico ad accettare il trascorrere del tempo, specie in riguardo ai propri beniamini.
Nel corso di un’intervista per la rubrica ‘Breaking Baz’ di Deadline, Mangold ha analizzato così le difficoltà di ricezione avute dal film presso il pubblico di appassionati della saga, teoricamente già fidelizzato. Il regista di Le Mans ’66 parla di un problema di ‘proiezione psicologica’, affrontando apertamente quello che ritiene essere il problema principale, ovverosia il racconto delle vicende di un Indiana Jones ottantenne in un mercato cinematografico che fatica ad accettare eroi di quella fascia d’età.
“Amo moltissimo Harrison [Ford] e speravo che il pubblico potesse amarlo allo stesso modo, così com’è ora. Questo è il messaggio del film: le cose finiscono, e fa parte della vita: hai un attore meraviglioso e incredibile di ottant’anni, e realizzi un film con lui al centro. Ma il pubblico, come dire, non vuole vedere il proprio eroe di sempre al cospetto della vecchiaia”
Alla domanda su cosa avrebbe maggiormente potuto soddisfare gli spettatori, il regista ha risposto: “Cosa avrebbe potuto renderli felici? L’unica opzione sarebbe stata ricominciare [la saga] da capo con un altro attore, forse….”
Nonostante i risultati deludenti al botteghino, Mangold si era detto fiero del valore artistico del film, già nel 2023, in un’intervista a Variety: “Quando lavori ad un franchise, è difficile per i critici non guardare tutto attraverso una lente commerciale, confrontando il nuovo film con i precedenti. Io ho sempre pensato che, se avessi fatto il secondo o il terzo migliore rispetto a uno dei più grandi film di sempre [I predatori, ndr] avrei fatto comunque un buon lavoro. Alla fine, o il film resterà nella memoria collettiva o non lo farà, non c’è altra via.”
Disney ha da tempo dichiarato che Il Quadrante del Destino sarà l’ultimo capitolo cinematografico della saga, ma Kathleen Kennedy ha lasciato aperta la possibilità di espandere l’universo del personaggio di Indy in nuovi formati. “Se faremo qualcosa, sarà forse una serie televisiva in futuro, ma non abbiamo intenzione di sostituire Indiana Jones,” ha spiegato Kennedy.
Tra le idee sul tavolo, vi è un possibile progetto dedicato a Abner Ravenwood, il padre di Marion, o un ritorno del personaggio di Helena, interpretata da Phoebe Waller-Bridge.
