Io sono la fine del mondo, di Gennaro Nunziante, debutto al cinema del comico Angelo Duro, è un film vietato ai minori di 6 anni, secondo le indicazioni ufficiali del Ministero della Cultura, ed è quindi liberamente visibile da bambini di praticamente tutte le età; ciononostante, per i temi trattati e soprattutto per via della comicità grezza e ‘scorretta’ dell’artista palermitano, consigliamo la visione solo a spettatori consapevoli.
Lo stesso Duro, peraltro, dopo aver rifiutato la tipologia classica di promozione del film, prediligendo invece presentazioni in alcuni cinema selezionati, a contatto diretto col pubblico, ha dichiarato, tramite il proprio sito ufficiale
“Adesso ve lo posso dire. Ho fatto il mio primo film. Il titolo è IO SONO LA FINE DEL MONDO. Uscirà il 9 gennaio 2025 in tutti i cinema che avranno le palle di metterlo in programmazione. Perché questo è il primo film della storia in cui, per entrare a vederlo, stavolta saranno i genitori che dovranno essere accompagnati dai figli. Dopo aver distrutto tutti i teatri italiani ora tocca pure ai cinema. Vi saluto.”
Le prime recensioni del film, peraltro, stroncando l’opera come poco coraggiosa, sottolineano senza troppi giri di parole, la presenza di battute e situazioni comiche molto scorrette, che si prendono gioco liberamente di minoranze o categorie protette.
Così Sentieri Selvaggi:
“Angelo Duro costruisce, come al solito, la sua comicità sul contrasto tra l’espressione seria, quasi corrucciata del volto e le parole velenose, anzi dei proiettili, che gli escono dalla bocca. Dagli adolescenti lasciati per strada dopo che vomitano, alla vicina che ha appena avuto una bambina e viene insultata perché non riesce a dormire e lo scontro al check-in dell’aeroporto, il comico prende di mira tutto quello che ha davanti e che ostacolano il suo benessere e la perfezione ‘assoluti’. Non risparmia niente. Frasi sessiste, attacchi a chi è sovrappeso e soprattutto lo scontro con i genitori”.
Sulla stessa falsariga anche QN, per cui il film porta in scena una cattiveria
“non risparmia nessuno: disabili, obesi, anziani, ambientalisti, donne, bambini. Ma nel passaggio dal piccolo schermo o dal palco al cinema qualcosa non ha funzionato. […] La cattiveria che mette in atto con voce e gesti non riesce quasi mai a fare breccia, ad essere così sfacciata da trasformarsi in una risata. Anche una di quelle che fa un po’ imbarazzare per aver riso così di gusto per qualcosa di tanto scorretto.”
Il comico palermitano aveva già fatto discutere nel 2023 per la contestata apparizione al Festival di Sanremo, dove durante uno sketch di pochi minuti, aveva dato fondo a tutto il suo repertorio, scandalizzando il palco dell’Ariston.

Io sono la fine del mondo racconta la storia di Angelo, un autista di NCC della Capitale chiamato dalla sorella a occuparsi degli anziani genitori, residenti in Sicilia: l’uomo accetta, cogliendo l’occasione per vendicarsi delle oppressioni e dei torti subiti da padre e madre lungo tutta l’adolescenza.
