Jafar Panahi ha iniziato ufficialmente lo sciopero della fame. Il regista e sceneggiatore iraniano è stato arrestato lo scorso 11 luglio per aver partecipato alle proteste per chiedere la liberazione di due suoi colleghi, Mohamad Rasoulof e Mustafa al Ahmad. Detenuto nel carcere di Evin, a Teheran, il regista de Gli orsi non esistono ha deciso – attraverso lo sciopero della fame – di protestare contro le autorità che si sono rifiutate di farlo uscire temporaneamente di prigione – come avrebbe diritto – in attesa del processo.
Jafar Panahi ha annunciato lo sciopero della fame attraverso una lettera – scritta di suo pugno – pubblicata dalla sua famiglia su Instagram. “Rifiuto di bere e mangiare qualsiasi alimento e medicina fino a quando non sarò liberato. Rimarrò in questo stato fino a quando il mio corpo senza vita non uscirà di prigione“, si legge. Il regista deve scontare sei anni di reclusione – come previsto da una sentenza risalente al 2010 – perché colpevole di “propaganda contro il sistema“.
Jafar Panahi era da anni nel mirino del regime iraniano, tant’è che è stato bollato come oppositore negli anni scorsi. Ciononostante, il regista ha continuato ad esprime il suo dissenso politico nei confronti del regime attraverso il cinema e le sue opere filmiche, in cui l’Iran è sempre stato rappresentato senza alcuna censura.
Jafar Panahi, nel corso della sua carriera, ha conquistato diversi riconoscimenti, tra cui il Leone d’oro al Festival di Venezia nel 2000 per il film Il cerchio, l’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 2015 per Taxi Teheran e il premio come migliore sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018 per Tre volti. La sua ultima opera, Gli orsi non esistono, ha vinto Premio speciale della giuria nell’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
