Jane Campion ha spiazzato la stampa al Taormina Film Festival, dove ricopre il ruolo di presidente di giuria, con dichiarazioni inaspettate su Harvey Weinstein. Durante un incontro dedicato al suo celebre film Lezioni di piano, la regista premio Oscar ha scelto di lodare i meriti professionali del produttore, mettendo momentaneamente da parte le sue vicissitudini giudiziarie che lo hanno portato ad essere condannato per reati sessuali.
“Posso dire una cosa che sarà molto inquietante? Harvey Weinstein, come sappiamo, ha fatto cose orribili, ma ha anche fatto grandi cose per l’arte e per raggiungere il pubblico”, ha affermato Campion davanti al pubblico del festival siciliano. La regista neozelandese ha proseguito riconoscendo le capacità imprenditoriali del fondatore della Miramax: “Era audace in quel senso. Amava i film. Devo ammettere che la strategia di marketing era la sua visione”.

Le parole di Campion, riportate dal Corriere della Sera, acquistano un significato particolare considerando la storia di Lezioni di piano, film che le valse l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale nel 1994. Inizialmente considerato un progetto di nicchia, il film raggiunse un successo commerciale straordinario grazie alla distribuzione americana curata proprio da Weinstein, incassando 140 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 7 milioni. Secondo la regista, fu proprio l’intuizione del produttore a comprendere e valorizzare il potenziale commerciale di quella storia.
Campion, pur consapevole di fare affermazioni controverse, ha voluto contestualizzare le sue parole in una riflessione più ampia sulle conseguenze del movimento #MeToo, nato proprio nel 2017 dalle rivelazioni delle attrici vittime delle violenze sessuali di Weinstein, e a seguire, anche delle sue collaboratrici. “Si ha la sensazione che ci sia un prezzo davvero alto da pagare per il movimento #MeToo”, ha ammonito Campion, collegando le recenti restrizioni sui diritti civili a una reazione conservatrice scatenata da quel movimento di denuncia.
Tra gli esempi citati dalla regista, la revoca del diritto all’aborto negli Stati Uniti e una più generale controffensiva patriarcale. “L’aborto, per esempio, che è stato revocato in America. E la sensazione che una sorta di patriarcato voglia davvero riconquistare il proprio terreno, sapete? Questa è la mia sensazione”, ha dichiarato, tracciando un collegamento diretto tra la caduta di figure potenti come Weinstein e un ritorno di forze conservatrici nella società.
Nonostante questa analisi critica, Campion ha individuato anche elementi positivi nel panorama attuale del cinema. “La nota positiva, tuttavia, è che oggi le donne guadagnano in un modo che prima non esisteva. Hanno la loro professione, hanno i loro soldi e vogliono film che parlino a loro, non solo i film della Marvel”, ha sottolineato la regista, evidenziando come l’indipendenza economica femminile stia trasformando il mercato cinematografico.
Secondo Campion, questo nuovo peso economico e culturale delle donne come pubblico ha creato opportunità concrete per le registe, aprendo spazi che prima non esistevano. “È questo peso sul mercato culturale ad aver dato opportunità a molte più registe donne, e questo non svanirà”, ha concluso con ottimismo, suggerendo che i cambiamenti strutturali nel pubblico cinematografico garantiranno una trasformazione duratura nel settore, indipendentemente dalle controverse eredità di figure come Weinstein.
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