Al Marrakech Film Festival, in corso in Marocco fino al 6 dicembre, Jenna Ortega ha scelto toni franchi e diretti per affrontare uno dei temi più delicati del momento: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul cinema e sulla società. L’attrice, star di Mercoledì e oggi giurata del festival presieduto da Bong Joon Ho, ha raccontato come la diffusione dell’IA stia generando “una profonda incertezza” che attraversa tanto l’industria audiovisiva quanto il mondo in generale.
Nel dialogo con la stampa, come riportato da Variety, Ortega ha spiegato che ciò che più la spaventa non è solo la rapidità con cui la tecnologia evolve, ma la tendenza connaturata all’essere umano a “spingersi sempre troppo oltre”. Per lei, questo momento storico somiglia a un gigantesco “vaso di Pandora” aperto senza piena consapevolezza delle conseguenze.
Nonostante i timori espressi, l’attrice ha però espresso anche una speranza concreta: che le difficoltà diventino un innesco creativo. Nei periodi più confusi, sostiene, gli artisti tendono a reagire intensificando il proprio bisogno di raccontare, proteggere e ridefinire l’umanità attraverso l’arte. Ortega immagina quindi un possibile “risveglio” artistico, un nuovo slancio che nasca proprio dal confronto con l’IA. Eppure indica con chiarezza un limite insuperabile: l’imperfezione umana come fattore irreplicabile di distinzione tra uomo e macchina.
«Nei momenti difficili e confusi come questi, spesso gli artisti sentono il bisogno di esporsi di più, di fare di più, per dare vita a un nuovo risveglio, a una nuova passione e a un senso di protezione. Voglio credere – e spero davvero – che sarà così. Ma ci sono cose che l’intelligenza artificiale non potrà mai replicare: c’è bellezza nella difficoltà, c’è bellezza negli errori, e un computer non può crearla. Un computer non ha un’anima.»
New interview of Jenna from the Red Carpet at the Marrakech Film Festival!https://t.co/XiSTYTZIl5
📸: found by jennaortegaukrnews https://t.co/OVajoG844d pic.twitter.com/lw6dK1dmyU— Luca (@ortegaeyes) November 29, 2025
«Arriverà il momento in cui l’IA diventerà una sorta di cibo spazzatura mentale, qualcosa che ci farà stare male senza che potremo capirne il motivo. A volte, per quanto sia brutto dirlo, il pubblico ha bisogno di essere privato di qualcosa per tornare ad apprezzarla davvero.»
Tutto questo in un momento in cui alcuni attori hanno intrapreso strade diverse, scegliendo di affidarsi all’intelligenza artificiale per cementare la propria eredità artistica
