Kim Novak, storica protagonista de La donna che visse due volte, capolavoro di Alfred Hitchcock datato 1958, riceverà un Leone d’Oro speciale alla carriera durante l’edizione 2025 del Festival del Cinema di Venezia, in programma al Lido dal 27 agosto al 6 settembre.
Ad annunciare il riconoscimento all’iconae, da tempo ritiratasi a vita privata, è stato, come di consueto, Alberto Babera, direttore artistico della manifestazione, con un lungo comunicato che vi proponiamo qui sotto, tradotto dalle pagine di Deadline
“Divenuta leggenda dello schermo quasi per caso, Kim Novak è stata una delle icone più amate di un’intera epoca del cinema hollywoodiano, dal suo promettente esordio nella metà degli anni Cinquanta fino al suo prematuro e volontario allontanamento dalla gabbia dorata di Los Angeles, avvenuto solo pochi anni più tardi. Mai timorosa di esprimere il proprio dissenso verso il sistema degli studios, rivendicò con fermezza il diritto di scegliere i propri ruoli, di proteggere la propria vita privata, e persino di difendere il proprio nome. Costretta a rinunciare al suo nome di battesimo, Marilyn Pauline, perché evocava troppo da vicino quello della Monroe, lottò con determinazione per mantenere il cognome Novak, accettando in cambio di tingere i capelli di quel biondo platino che sarebbe divenuto la sua cifra distintiva. Spirito indipendente e anticonformista, fondò una propria casa di produzione e proclamò uno sciopero per rinegoziare un salario profondamente inferiore a quello dei colleghi uomini”.
“Grazie alla sua bellezza radiosa, alla capacità di dar vita a personaggi ingenui e riservati, ma anche sensuali e tormentati, e a quello sguardo seducente, talvolta intriso di malinconia, fu apprezzata da alcuni tra i maggiori registi americani del tempo: da Billy Wilder (Baciami, stupido) a Otto Preminger (L’uomo dal braccio d’oro), da Robert Aldrich (Quando muore una stella) a George Sidney (Incantesimo, Un solo grande amore, Pal Joey), fino a Richard Quine, con cui firmò indimenticabili commedie romantiche (Criminale di turno, Una strega in paradiso, Noi due sconosciuti, L’affittacamere). Ma la sua immagine resterà per sempre legata al doppio ruolo interpretato in Vertigo di Alfred Hitchcock, divenuto il personaggio emblematico della sua carriera. Questo Leone d’Oro alla carriera celebra una stella emancipata, una ribelle nel cuore di Hollywood che ha illuminato i sogni degli amanti del cinema, prima di ritirarsi nel suo ranch in Oregon, dedicandosi alla pittura e all’amore per i cavalli.”

Dopo il grande successo di Vertigo, in effetti, la carriera di Novak non riuscì mai a decollare del tutto, a causa di alcune scelte sbagliate: di fatto, a metà anni ’60, l’attrice si allontanò dal mondo del cinema, trasferendosi lontano da Hollywood: il ritorno a un ruolo importante, per Quando muore una stella di Aldrich (1968), fu a suo modo traumatico: il regista, infatti, fece ridoppiare il suo ruolo con forte accento tedesco, richiesto dal personaggio, senza avvisarla (Novak non aveva voluto recitare la parte con quell’accento, ritenendosi non sufficientemente credibile). Ulteriormente amareggiata da quanto accaduto, la donna diradò così ancor di più le proprie apparizioni (meno di una decina in circa 25 anni) prima di ritirarsi definitivamente nel 1991 (ultimo ruolo in Liebestraum di Mike Figgis)
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