Il film La ragazza del mare racconta la storia vera di Gertrude Ederle, la giovane nuotatrice americana che nel 1926 sfidò le onde, il freddo e soprattutto i pregiudizi, diventando la prima donna a riuscire nell’impresa di attraversare a nuoto il Canale della Manica. La sua è una delle pagine più significative dello sport femminile del Novecento.
Gertrude nacque a New York nel 1905 e imparò a nuotare da bambina durante le estati trascorse nel New Jersey. Entrò presto nella Women’s Swimming Association, dove affinò la tecnica del crawl e iniziò a collezionare record. Nel 1924 partecipò alle Olimpiadi di Parigi: un oro nella staffetta 4×100 stile libero e due bronzi nelle gare individuali. Nel 2001 in un’intervista concessa al New York Times raccontò che fu sua sorella Margaret a spingerla nel nuoto agonistico, senza farsi scoraggiare dai rifiuti di Gertrude:
“Meg è quella che mi ha fatto diventare una nuotatrice. Io ero pigra. Mi piaceva giocare in acqua, ma non volevo fare sul serio. Lei prendeva i moduli di iscrizione che strappavo e li rimandava.”
Un paio d’anni dopo decise di affrontare il Canale della Manica, un tratto di mare temuto persino dai nuotatori più esperti. Il 6 agosto 1926 partì dalla costa francese e nuotò per 14 ore e 34 minuti, spinta solo da brodo caldo, pollo freddo e una determinazione ferrea. Non solo arrivò in Inghilterra: batté anche il record maschile.
Durante l’impresa, spesso dalla barca le chiedevano se volesse fermarsi: “Mi chiedevano ‘Vuoi uscire, Trudy?’ E io rispondevo sempre: ‘Per cosa?'” Quando arrivò sulla spiaggia di Kingsdown, capì di aver compiuto qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la storia. “Fu un momento meraviglioso.”

Al suo ritorno a New York, due milioni di persone la accolsero con una parata trionfale. Era diventata ufficialmente la “Regina delle Onde”. La notizia della sua impresa, spiega il New York Times, su molte prime pagine, riuscì ad avere più spazio del funerale di Rodolfo Valentino.
Dopo l’impresa la Ederle divenne famosa e partecipò a spettacoli di vaudeville e film, ma la sua vita fu segnata anche da difficoltà economiche e problemi di salute. Nel 1933, una caduta in casa di amici, ebbe un pesante impatto sulla funzionalità della sua colonna vertebrale. Rimase ingessata per quattro anni, spiega il NYT, e il dolore non la abbandonò mai davvero. Non si sposò e non ebbe figli. Lavorò come istruttrice di nuoto per bambini sordi
Negli ultimi anni della sua vita, Gertrude aveva problemi di udito e mobilità e viveva in una casa di riposa del New Jersey. Aveva perso la sorella amata, e la sua cerchia di amici si era ristretta. Le restavano i ricordi bellissimi e l’orgoglio di ciò che era riuscita a fare. “Dicevano che non si poteva fare. Ogni volta che qualcuno lo diceva, volevo dimostrare che si sbagliava. Ci voleva una yankee per farglielo vedere.” Gertrude Ederle è morta nel 2003, a 98 anni.
