La vita è bella è un film adatto a tutti, secondo la classificazione ufficiale del Ministero della Cultura: tuttavia, a causa degli argomenti affrontati, seppur mediante un tono leggero, si consiglia la visione a bambini di età superiore ai 10 anni. Nota: le seguenti considerazioni sono squisitamente personali e non basate su competenze pedagogiche.

In particolare, la quotidianità del campo di sterminio, seppur filtrata attraverso la lente giocosa che Guido (Roberto Benigni) offre al figlio Giosuè (Giorgio Cantarini) potrebbe apparire ad alcuni incomprensibile o destabilizzante, nonostante il naturale processo di immedesimazione che gli spettatori più piccoli potranno operare attraverso la mediazione del giovanissimo protagonista, loro ideale alter ego.
E il finale del film, laddove Giosuè, ignaro della tragica verità, viene portato in salvo dagli Alleati, può donare senza dubbio un sorriso, pur amaro, prestando il fianco a eventuali riflessioni su quanto appena visto: ciò non toglie, però che la drammatica sorte di Guido, seppur solamente suggerita dal rumore delle mitragliatrici tedesche, potrebbe rappresentare motivo di disagio per i più piccoli, specie se poco avvezzi alla gestione del dolore, seppur vissuto vicariamente.
La vita è bella, premiato con tre Oscar – miglior film straniero, miglior attore protagonista, andato a Roberto Benigni e migliore colonna sonora, andato a Nicola Piovani – rimane sostanzialmente un film leggero, a metà tra commedia e dramma, ma la complessità dei temi affrontati e l’ineluttabilità di alcune svolte negative, consigliano a nostro parere, una certa qual cautela nell’approccio, in caso si voglia mostrare il film a bimbi piccoli. Ad ogni modo, sconsigliamo in qualsiasi caso una visione non accompagnata da un adulto.
Al link che segue invece vi spieghiamo se il cartoon Anna Frank e il diario segreto è adatto ai bambini. Per i più piccoli può essere un’altra occasione di scoprire per gradi la storia dell’Olocausto.
