Matt Damon e Ben Affleck avrebbero potuto condividere il loro primo bacio sul grande schermo dopo quasi trent’anni di amicizia e collaborazioni cinematografiche. L’occasione era prevista in The Last Duel, il film storico diretto da Ridley Scott nel 2021, ma la scena venne eliminata prima dell’inizio delle riprese.
I due attori interpretano rispettivamente il cavaliere francese Jean de Carrouges e il nobile Pierre d’Alençon. Nella sceneggiatura scritta da Damon, Affleck e Nicole Holofcener era presente una scena ambientata durante una cerimonia, nella quale i due personaggi avrebbero dovuto baciarsi sulla bocca. Il gesto, come ricorda Affleck, era legato a una consuetudine dell’epoca. Citiamo da EW
“Nella versione originale vera e propria di quella scena, il modo in cui si svolgeva quella cerimonia prevedeva che si baciassero tutti sulla bocca. Era così anche nella nostra sceneggiatura. Quello sarebbe stato il nostro primo bacio sullo schermo.”
La scena, però, non arrivò mai sul set. Fu Ridley Scott a decidere di eliminarla, ritenendo che il momento avrebbe potuto distrarre lo spettatore dalla storia. Affleck, che aveva partecipato alla scrittura della sceneggiatura insieme a Damon e Nicole Holofcener, ha spiegato che la decisione del regista non lo sorprese. La scelta aveva inoltre una precisa motivazione narrativa. Come ricorda Entertainment Weekly, i personaggi di Damon e Affleck sono infatti nemici e il loro rapporto è caratterizzato da una forte ostilità.
“Ridley pensava che sarebbe stato distraente, e il suo istinto è piuttosto buono.”
Nella tradizione storica franco-medievale, la cerimonia dell’osculum oris è ampiamente accertata e documentata: nella società feudale medievale, il rapporto tra un signore e il proprio vassallo veniva infatti formalizzato attraverso una vera e propria cerimonia pubblica chiamata omaggio feudale. Il vassallo si impegnava a prestare fedeltà e servizio al signore, mentre quest’ultimo assumeva obblighi di protezione nei suoi confronti.
Il rituale prevedeva gesti e formule precise: il vassallo, a capo scoperto e senz’armi, poneva le proprie mani giunte in quelle del signore, si dichiarava suo uomo e prestava il giuramento di fedeltà. E, in alcune tradizioni, arrivava anche il gesto che oggi appare più sorprendente: il bacio sulla bocca. Lo storico francese Marc Bloch, all’interno della sua monumentale opera La società feudale, lo descrive così nel dettaglio
“Davanti ai testimoni riuniti nella grande sala di un castello o di una residenza ecclesiastica, due personaggi si trovano l’uno di fronte all’altro: uno destinato a obbedire, l’altro a comandare. A capo scoperto e senz’armi, il primo pone le mani giunte in quelle del secondo, si dichiara suo uomo, suo vassallo, e talvolta scambia con lui un bacio sulla bocca. Poi presta, sulle reliquie o su un libro dei Vangeli “toccato materialmente con la mano destra”, il giuramento di rimanergli fedele. A sua volta, il signore promette di essere buono e leale.»

Il bacio, dunque, non era un gesto casuale né tantomeno un’abitudine quotidiana tra signore e vassallo. Faceva parte, quando previsto, di un complesso rituale pubblico attraverso cui veniva sancito il rapporto feudale. E il suo significato era molto diverso da quello che gli attribuiremmo oggi: nel linguaggio simbolico dell’epoca rappresentava soprattutto pace, accordo, fedeltà e legame personale tra i due contraenti, e non presentava dunque alcun sottotesto erotico.
