So cosa hai fatto, nuovo film (reboot/sequel) della omonima saga horror anni ’90, in sala a luglio 2025, ha sorpreso gli spettatori con un colpo di… fanservice da manuale, il ritorno della performer Brandy nell’amato ruolo di Karla in una scena post credits del film. NB: I paragrafi successivi potrebbero contenere leggeri spoiler
Il suo ritorno, breve ma incisivo, rappresenta molto più di un semplice cameo nostalgico: la sequenza finale lascia infatti intravedere una chiara via per un nuovo capitolo all’orizzonte, incentrato su una rinnovata alleanza con Julie James (Jennifer Love Hewitt). Un dettaglio che entusiasma i fan di lunga data e apre prospettive narrative del tutto inedite per il futuro del franchise.
La scena del film – di cui abbiamo parlato nella recensione di So cosa hai fatto – si apre con Karla nella sua elegante casa, intenta a guardare un servizio televisivo sugli omicidi che hanno insanguinato ancora una volta Southport. Quando il marito le chiede se quella in tv non sia la sua vecchia coinquilina, Karla risponde con ironia. Poco dopo, Julie bussa alla porta, visibilmente turbata. Con sé ha una foto minacciosa: il volto di Karla sbarrato e un messaggio inquietante — “Non è finita”. Karla non perde il suo spirito tagliente: “Chi dobbiamo far fuori stavolta?”

Questo momento apre uno scenario narrativo inedito per la saga. Nel nuovo film, diretto da Jennifer Kaytin Robinson, il centro della trama ruota attorno a un nuovo gruppo di giovani adulti, coinvolti in un incidente letale la notte del 4 luglio. Un anno dopo, vengono braccati da un misterioso killer, con un legame inquietante con i massacri del passato. I protagonisti storici – Ray, Julie, e adesso Karla – entrano gradualmente in scena, ma senza ancora dominare la narrazione.
Un eventuale seguito, peraltro non ancora annunciato, potrebbe quindi ribaltare l’asse narrativo: meno focus sulla nuova generazione, più spazio per il duo Karla-Julie. Le due donne, segnate dal trauma ma più esperte, dovrebbero affrontare un nuovo tipo di killer, forse più letale.
L’inserimento di Karla nella trama non è dunque solo un colpo di scena, ma un omaggio alla sua importanza storica nella saga. Nel 1998, il fatto che il suo personaggio sopravvivesse agli eventi fu un gesto pionieristico, dal sapore fortemente meta-narrativo, a ribaltare uno dei cliché fondanti del cinema horror: Brandy stessa rivelò di aver chiesto per contratto che Karla non morisse, “I neri sono i primi a morire in questi film, mi sono fatta mettere una clausola nel contratto”, dichiarò a Entertainment Tonight. Ricorediamo che il personaggio di Karla non appariva nel primo film, ma nel secondo, dal titolo italiano di Incubo finale.
