Dopo l’uscita di Michael, il biopic che racconta la vita di Michael Jackson con protagonista suo nipote Jaafar Jackson, si è subito acceso il dibattito su un possibile sequel. Il finale aperto e le dichiarazioni di coloro che lo hanno realizzato hanno alimentato le aspettative, senza però offrire conferme ufficiali. Al momento non c’è ancora una risposta definitiva, ma gli indizi non mancano. Tra la reazione del pubblico, i risultati al boxoffice e alcune questioni legali ancora rilevanti, il futuro del progetto resta incerto, ma tutt’altro che improbabile. Ecco cosa c’è davvero da sapere.

Premesso che di una possibile divisione in due capitoli già si parlava esattamente un anno fa, il primo elemento da capire è che il sequel dipende soprattutto dai numeri. La Lionsgate non ha ancora dato il via libera, ma ha lasciato intendere chiaramente che tutto ruota attorno alla risposta del pubblico. Come riporta The Hollywood Reporter, Adam Fogelson, presidente della divisione cinematografica, ha detto: “Abbiamo assolutamente ancora molto da raccontare… E se il pubblico dimostrerà di volerne ancora, siamo pronti a offrirglielo prima piuttosto che dopo.” In altre parole, la storia non è finita, ma serve una conferma economica.
Secondo le stime riportate, il film dovrebbe raggiungere circa 700 milioni di dollari nel mondo per concretizzare un sequel. È una soglia alta, che rende la situazione davvero in bilico: possibile, ma non garantita.
Un altro indizio importante arriva direttamente dal film. Nei titoli di coda compare la scritta “La sua storia continua”, che secondo THR sarebbe stata aggiunta all’ultimo momento quando i produttori hanno intuito il potenziale successo del progetto. Questo dettaglio non è una conferma ufficiale, ma è chiaramente un segnale di apertura verso un seguito. Al momento però, non esisterebbe ancora una sceneggiatura del possibile sequel.
Per capire cosa potrebbe raccontare un eventuale secondo capitolo, bisogna guardare cosa è rimasto fuori dal primo film. Come ricorda People, in origine, la storia doveva includere anche il controverso caso del 1993, in cui Michael Jackson fu accusato di abusi su un minore (accuse sempre negate dal cantante e poi chiuse con un accordo economico). Tuttavia, una clausola legale ha impedito di rappresentare o anche solo menzionare l’accusatore, costringendo la produzione a tagliare l’intero terzo atto e a rigirarlo. Questo ha cambiato profondamente il film, che si è concentrato maggiormente sul rapporto tra Michael e suo padre Joe Jackson.
Ma il materiale girato non è andato perso del tutto. Secondo le fonti, circa il 30% di quelle scene potrebbe essere riutilizzato in un sequel, inclusi momenti molto forti come il raid della polizia a Neverland. Il regista Antoine Fuqua aveva descritto una scena intensa nella quale Michael viene “spogliato e trattato come un animale, come un mostro”. Fuqua ha poi aggiunto che ci sarebbe ancora moltissimo da raccontare: “C’è tantissimo materiale… tutta la parte di Neverland, il Super Bowl… alcune di queste cose le abbiamo già. Vedremo come andranno gli incassi al botteghino.”

Anche il cast ha lasciato intendere apertura. Jaafar Jackson, nipote di Michael protagonista del film, ha dichiarato di avere assolutamente ancora molto da offrire nel ruolo. Colman Domingo, che interpreta Joe Jackson, ha parlato di una “possibilità di una seconda parte che potrebbe affrontare altri eventi accaduti successivamente”, mentre Nia Long ha scherzato dicendo: “Se il compenso è quello giusto!”, sottolineando ancora una volta quanto conti il successo economico.
A proposito di Jackson, qui vi spieghiamo che fine ha fatto oggi Bubbles, lo scimpanzè del Re del Pop.
