Il recente dibattito scatenato da Elon Musk attorno all’adattamento cinematografico di Odissea diretto da Christopher Nolan ha sollevato pesanti accuse di “wokeismo”, incentrate in particolare sul casting di Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena di Troia e di Elliot Page come fantasma di Achille (quest’ultimo persino non confermato ancora)
Musk, attraverso una serie di post e retweet, aveva suggerito che tali scelte creative non siano dettate da una visione artistica, ma dalla necessità di piegarsi ai nuovi standard di inclusività dell’Academy per ottenere premi prestigiosi. Musk, in particolare, ha dato voce alle opinioni controverse di alcuni esponenti della destra americana, come si può vedere qui sotto
Absolutely true.
Such hypocrisy in Hollywood.
— Elon Musk (@elonmusk) May 13, 2026
He wants the awards
— Elon Musk (@elonmusk) May 13, 2026
— Elon Musk (@elonmusk) May 13, 2026
“Ci viene detto che non dovremmo avere nulla in contrario al fatto che Elena di Troia venga interpretata da una donna nera. Eppure, se un grande studio hollywoodiano realizzasse un film ambientato in Africa scegliendo una donna bianca definendola “la donna più bella dell’Africa”, quelle stesse persone scenderebbero letteralmente in strada a protestare. Se, per esempio, il ruolo venisse affidato a Sydney Sweeney, tutti reagirebbero con una furia incontrollabile. Sappiamo bene che andrebbe così”
“Per poter vincere l’Oscar al Miglior Film bisogna:
- Avere almeno un protagonista o personaggio rilevante non bianco e/o non eterosessuale.
- Avere almeno il 30% dei ruoli minori affidati a persone non bianche e/o non eterosessuali.
- Avere almeno due reparti guidati da persone non bianche e/o non eterosessuali
Ecco perché Nolan l’ha fatto. Codardo.”
Tuttavia, come abilmente documentato in un editoriale di Variety, queste affermazioni risultano infondate se analizzate alla luce del regolamento di eleggibilità per gli Oscar, entrato pienamente in vigore nel 2024 ma scritto nel 2020.
Le regole dell’Academy prevedono infatti quattro diversi standard possibili di rappresentazione e inclusione (denominati nell’articolo come A, B, C e D), ma un film deve soddisfarne solamente due per poter concorrere nella categoria Miglior Film.

Ma ecco in sintesi cosa prevede la normativa (leggete sotto per una spiegazione discorsiva)
- Standard A: Rappresentazione sullo schermo, temi e narrazione
- Almeno uno degli attori protagonisti o dei principali attori non protagonisti appartiene a un gruppo razziale o etnico sottorappresentato.
- Almeno il 30% degli attori nei ruoli secondari e minori appartiene ad almeno due gruppi sottorappresentati.
- La trama principale, il tema o la narrazione del film è incentrata su un gruppo sottorappresentato.
- Standard B: Leadership creativa e team di progetto
- Almeno due tra le seguenti figure creative e capi reparto — casting director, direttore della fotografia, compositore, costumista, regista, montatore, hairstylist, truccatore, produttore, production designer, arredatore di scena, responsabile del suono, supervisore VFX, sceneggiatore — appartengono a un gruppo sottorappresentato.
- Almeno altre sei figure della troupe/team tecnico (esclusi i Production Assistant) appartengono a un gruppo razziale o etnico sottorappresentato. Tra questi ruoli rientrano, a titolo esemplificativo, First AD, gaffer, script supervisor, ecc.
- Almeno il 30% della troupe del film appartiene a un gruppo sottorappresentato.
- Standard C: Accesso e opportunità nell’industria
- La società di distribuzione o finanziamento del film offre apprendistati o tirocini retribuiti destinati a gruppi sottorappresentati.
- La società di produzione, distribuzione e/o finanziamento del film offre programmi di formazione e/o opportunità lavorative per lo sviluppo di competenze tecniche “below-the-line” rivolte a persone appartenenti a gruppi sottorappresentati.
- Standard D: Sviluppo del pubblico
- Lo studio e/o la società cinematografica dispone di più dirigenti senior interni appartenenti a gruppi sottorappresentati (inclusi necessariamente individui provenienti da gruppi razziali o etnici sottorappresentati) nei team marketing, pubblicità e/o distribuzione.
- I gruppi sottorappresentati presi in considerazione includono:
- Donne
- Minoranze etniche
- Persone LGBTQ+
- Persone con disabilità cognitive o fisiche, oppure sorde o ipoacusiche

Nello specifico, lo “Standard B” richiede dunque diversità nelle posizioni di leadership creativa o nel team tecnico, lo “Standard C” riguarda l’offerta di tirocini e opportunità di formazione a gruppi sottorappresentati, e lo “Standard D” si focalizza sulla presenza di dirigenti appartenenti a tali gruppi nei settori marketing e distribuzione
L’inconsistenza delle tesi di Musk è dimostrata proprio dal precedente film di Nolan, Oppenheimer: pur avendo un cast interamente bianco, la pellicola ha vinto sette Oscar, tra cui Miglior Film, soddisfacendo gli standard richiesti attraverso la leadership creativa femminile (nei settori montaggio, costumi e produzione), i programmi di apprendistato della Universal e la diversità nei quadri dirigenziali dello studio
Pertanto, Nolan non avrebbe alcuna necessità normativa di diversificare il cast di Odissea per puntare alle statuette, cosa che rende l’attacco di Musk errato nel merito e nella sostanza.
