Close Menu
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Home » Film » News cinema e film » Netflix ha davvero deciso di mettere gli “spiegoni” nei suoi film? Facciamo chiarezza

Netflix ha davvero deciso di mettere gli “spiegoni” nei suoi film? Facciamo chiarezza

Netflix avrebbe chiesto ai suoi sceneggiatori di stilare dialoghi in cui si descrivono le azioni dei personaggi. Cosa c'è di vero?
Simone FrigerioDi Simone Frigerio31 Dicembre 2024
Facebook Twitter WhatsApp Telegram
logo Netflix
Logo Netflix
Condividi
Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn Telegram Pinterest

All’interno di un recente post sul suo blog, l’insider Jordan Rulmy ha dichiarato che Netflix ordinerebbe ai suoi sceneggiatori di scrivere dialoghi semplificati, per permettere anche agli spettatori più distratti di seguire un qualsivoglia prodotto, persino senza alzare gli occhi da cellulare.

La notizia, che ha creato immediato scalpore sui social, con molti repost, specie su Facebook, va in realtà contestualizzata. Come vedremo nei paragrafi successivi, infatti, l’asserzione non ha nulla di ufficiale, ma è frutto di un’indagine giornalistica indipendente di terzi, e non è stata in alcun modo confermata ufficialmente dalla dirigenza Netflix

Rulmy nel suo post su WorldOfReel cita doverosamente la fonte primaria, un lungo editoriale del magazine N+1: il pezzo, liberamente consultabile online in inglese, è in realtà una sorta di lunga cronistoria dell’avvento e dell’ascesa di Netflix negli USA, dai primordi ad oggi, il cui tono è, in molti passaggi, fortemente critico dell’operato della N rossa; come d’uso in queste inchieste, il pezzo è stato scritto con l’ausilio di fonti ‘anonime interne all’azienda’.

Una scena di Murder Mystery

Nel corso della sua dettagliata analisi, l’autore, Will Tavlin, esamina dunque in lungo e in largo quelle che ritiene essere le molteplici criticità del sistema Netflix, dal modello di business alla raccolta dei dati d’ascolto, soffermandosi poi, lungo svariati paragrafi, sulla dissezione di un ben determinato modello di produzione filmica, da lui considerato deficitario, e riassunto dall’acronimo FTN (Film Tipico Alla Netflix), denotato com’è da determinate e specifiche caratteristiche. Leggiamo

“All’apparenza, il FTN sembra costruito algoritmicamente, progettato per soddisfare ciascuno dei duemila “cluster di gusto” di Netflix, le categorie di pubblico che la piattaforma utilizza per segmentare i propri utenti, approvare nuovi progetti e raccomandare contenuti.
Il FTN abbraccia ogni nicchia di interesse e categoria identitaria esistente, con titoli che sembrano ottimizzati per i motori di ricerca e che dichiarano esattamente cosa sono: da una commedia romantica su una sommelier intitolata A Perfect Pairing (in Italia ‘L’abbinamento perfetto’, con ovvio riferimento all’ambito culinario, ndr] a un giallo intitolato Murder Mystery. I titoli di testa sembrano assemblati frettolosamente, con grafiche standard create su programmi come Adobe After Effects.
Visivamente poi, il FTN segue schemi ripetitivi: due personaggi inquadrati dalla vita in su, la cinepresa che si muove lentamente per dare un’illusione di dinamismo a una scena altrimenti statica. Il tutto è condito da un abuso di riprese aeree”.

Anche la sceneggiatura, ovviamente, non sfugge a questo criterio

“I dialoghi sono rigidi, pieni di spiegazioni e cliché che nessuno userebbe mai. Ad esempio, in Murder Mystery [del 2019, ndr] un personaggio chiede ad Adam Sandler se vuole una birra. Il dialogo è [particolarmente] surreale: Sandler spiega che deve sbrigare commissioni e, senza alcuna sottigliezza, il suo amico deduce che ha fallito l’esame da detective, continuando poi con un monologo banale sulla delusione”

E qui Tawney, approfondisce ulteriormente, con un esempio tratto dal film Irish Wish – Solo un desiderio, con Lindsay Lohan, del 2024

Un filmmaking così approssimativo si adatta perfettamente al modello della trasmissione streaming, dove gli spettatori a casa spesso prestano solo un’attenzione distratta.
Diversi sceneggiatori che hanno collaborato con la piattaforma hanno riferito che una delle direttive più frequenti dai dirigenti è: “Fate dire ai personaggi esattamente ciò che stanno facendo, così anche chi guarda il programma in sottofondo potrà seguire la storia.”
Un esempio emblematico si trova in Irish Wish, dove Lindsay Lohan dice al suo amante, James:
“Abbiamo passato una giornata insieme,” ammette. “Lo ammetto, è stata una giornata splendida, piena di panorami mozzafiato e di pioggia romantica. Ma questo non ti dà il diritto di mettere in discussione le mie scelte di vita. Domani sposerò Paul Kennedy.”
“Benissimo,” risponde lui. “Questa sarà l’ultima volta che mi vedrai, perché, una volta finito questo lavoro, partirò per la Bolivia per fotografare una lucertola arboricola in via d’estinzione”

Si tratterebbe, insomma, secondo Tawney, di pratiche in uso ormai da tempo, volte alla produzione, quasi standardizzata, di contenuti facilmente digeribili da qualsiasi tipo di utenza. Ad ogni buon conto, non si tratterebbe comunque di una novità, come fa notare questo utente su Facebook.

Non è però possibile affermare a cuor leggero, come pure molti fanno sull’onda del sensazionalismo (si veda ad esempio questo post, o questo) che quanto qui riportato descriva effettivamente con accuratezza il modello produttivo di Netflix, né che esempi di dialoghi come quelli succitati, si ripresentino con frequenza periodica in diversi prodotti. Continuate a seguirci per eventuali novità e/o repliche ufficiali

Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2025 CinemaSerieTV.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.