Netflix sembra essere pronta a cambiare, almeno in parte, il proprio storico rapporto con il cinema. Il colosso dello streaming avrebbe infatti deciso di iniziare a comunicare pubblicamente gli incassi cinematografici di alcuni dei suoi prossimi film, abbandonando una delle politiche che più a lungo lo hanno distinto dagli altri grandi studios di Hollywood. La svolta arriverebbe in vista di una serie di titoli destinati ad avere una presenza sempre più importante nelle sale, a partire da La Bola Negra e soprattutto dai due grandi progetti del 2027: Narnia di Greta Gerwig e il film animato Charlie and the Chocolate Factory.
Il primo segnale concreto è proprio La Bola Negra, il dramma queer diretto da Javier Ambrossi e Javier Calvo e interpretato da Penélope Cruz. Dopo essere stato presentato con successo al Festival di Cannes, dove ha conquistato il premio della giuria per la miglior regia, il film è passato dal Telluride Film Festival ed è ora diretto verso Toronto. Netflix lo distribuirà nelle sale statunitensi a partire dal 16 ottobre, con un’uscita cinematografica di ben 46 giorni, prima del debutto sulla piattaforma previsto per il 2 dicembre.

La scelta assume ancora più peso guardando al calendario del 2027. Narnia: il nipote del mago, diretto da Greta Gerwig, dovrebbe arrivare in sala con una distribuzione ampia, comprendente anche gli schermi IMAX, e rimanervi in esclusiva per quasi 50 giorni. A Natale toccherà invece a Charlie and the Chocolate Factory, che avrà una finestra cinematografica di 47 giorni. Per Netflix si tratta di un approccio molto diverso rispetto alle uscite limitate con cui negli ultimi anni ha accompagnato soprattutto i film destinati alla stagione dei premi.
A questo si aggiunge appunto una novità altrettanto significativa, rilanciata in esclusiva da Variety: Netflix dovrebbe iniziare a rendere pubblici gli incassi al box office di sei prossimi film. Oltre ai titoli citati, la lista comprende Le ulteriori disavventure di Cliff Booth di David Fincher, The Mosquito Bowl e Ink di Danny Boyle. Finora Netflix ha generalmente evitato di condividere i propri dati al botteghino con il resto dell’industria, una scelta che ha alimentato per anni le tensioni con studios e distributori tradizionali.
Come noto, Netflix ha infatti spesso privilegiato l’arrivo rapido dei propri film sulla piattaforma, mentre le principali catene di cinema hanno insistito sulla necessità di una finestra di esclusiva più lunga. L’attuale standard dell’industria si aggira intorno ai 45 giorni prima del passaggio allo streaming, mentre Netflix ha storicamente considerato questo modello poco compatibile con la propria filosofia. Anche per questo, secondo alcuni operatori citati da Variety, un maggiore investimento della piattaforma nella distribuzione cinematografica potrebbe rappresentare un cambiamento importante.
“Gli esercenti accoglierebbero assolutamente questa possibilità. Immaginate se Netflix, più di chiunque altro, decidesse di investire davvero in una campagna di marketing cinematografica, e non soltanto per la stagione dei premi.”
Netflix, dal canto suo, starebbe però già ridimensionando la portata della svolta. Secondo persone vicine alla società, l’allungamento delle permanenze in sala rientrerebbe ancora in un approccio costruito caso per caso, nel quale il team cinematografico stabilirebbe di volta in volta la strategia più adatto a ciascun film.
Per anni Ted Sarandos ha sostenuto che una lunga finestra cinematografica fosse un concetto ormai superato rispetto al modello on demand dello streaming. Oggi, però, la società sembra essere almeno disposta a sperimentare una presenza più strutturata nelle sale. Netflix dispone già di una divisione dedicata alla distribuzione cinematografica, guidata dal 2019 da Spencer Klein, e possiede anche sale di sua proprietà a New York e Los Angeles.
