Nanni Moretti non è riuscito a ignorare quel telefono acceso in sala. Durante la proiezione ufficiale di Succederà questa notte, il suo film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, il regista si è alzato dal suo posto ed è sceso dalla galleria fino alla platea per chiedere personalmente a uno spettatore di spegnere il cellulare.
È successo sabato 4 settembre, poco dopo l’inizio della pellicola. Moretti, che si trovava in galleria, aveva già notato durante i titoli di testa una persona in platea intenta a guardare lo smartphone. In un primo momento ha lasciato correre, ma la situazione non è cambiata quando il film è entrato nel vivo.
Con le luci ormai spente e le prime scene sul grande schermo, il cellulare era infatti ancora acceso. A quel punto, scrive il Gazzettino, il regista ha deciso di intervenire direttamente: ha lasciato il suo posto, è sceso le scale che collegano la galleria alla platea e ha raggiunto lo spettatore.
Moretti, in maniche di camicia, ha percorso il primo corridoio sulla destra fino ad arrivare alla persona con il telefono. Dopo avergli intimato di spegnere il dispositivo, è tornato al proprio posto e la proiezione è proseguita.

Una scena che ha sorpreso il pubblico presente in Sala Grande e anche le maschere, incaricate di controllare il comportamento degli spettatori. Ad assistere alla protesta c’era anche Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, seduto nella stessa fila del regista.
Come riporta Il Gazzettino, a raccontare l’episodio è stato lo stesso Moretti domenica, dopo la proiezione. Il regista è tornato al Lido 37 anni dopo la sua ultima partecipazione e ha ricordato con un sorriso quanto accaduto in sala.
“Eravamo lì, la proiezione era iniziata con la consueta sfilata di marchi dei produttori e vedevo questo tizio in platea con il viso nel suo telefono. E vabbè. Poi è toccato ai titoli di testa, e lui era ancora lì. È iniziata la musica bellissima scritta per il mio film da Alberto Iglesias, e lui non smetteva. A quel punto non ce l’ho fatta più: mi sono alzato e ho fatto le scale che separano la galleria dalla platea per andare a dirgli di spegnerlo”.
