Un nuovo caso di presunto plagio ha colpito la Disney. L’animatore Buck Woodall ha avviato una causa legale contro la multinazionale, sostenendo che il successo mondiale Oceania (Moana in originale) e il suo sequel siano basati sul suo film animato intitolato “Bucky.” La disputa ruota attorno a similitudini che, secondo Woodall, non possono essere attribuite a semplici coincidenze.
Come ricorda THR, Woodall afferma di aver condiviso nel 2003 una sceneggiatura e un trailer del suo film con Jenny Marchick, allora direttrice dello sviluppo presso Mandeville Films, una compagnia che collaborava con Disney. Il rapporto fra i due si basava su promesse di supporto per lo sviluppo del progetto, incluse richieste di materiali come design dei personaggi e storyboard.
Tuttavia, dopo aver lavorato sul progetto per 17 anni, Woodall si è trovato davanti a un film (il primo Oceania) che, a suo dire, riproduce molti elementi derivati dalla sua idea originale.
I punti di contatto tra i due lavori sono, secondo Woodall significativi: entrambi sono ambientati in villaggi polinesiani, con protagonisti adolescenti che sfidano i genitori per intraprendere viaggi eroici volti a salvare le loro comunità. In entrambi i casi, gli spiriti ancestrali si manifestano sotto forma di animali, e la trama ruota attorno a simboli culturali come una collana e un gancio gigante impugnato da un semidio tatuato. Un dettaglio curioso è che il viaggio del protagonista inizia con una tartaruga, sia in Bucky che in Oceania.
Con l’uscita di Oceania 2, Woodall ha trovato ora nuove basi per intentare causa. L’opera, candidata agli Oscar e acclamata a livello mondiale, include ulteriori paralleli: la ricerca di un’isola antica, missioni per rompere maledizioni e l’uso di un vortice oceanico che Woodall sostiene fosse peculiare alla storia da lui scritta.
Un precedente tentativo legale di Woodall era stato infatti respinto nel novembre scorso, in quanto considerato tardivo rispetto alla data di uscita di Oceania nel 2016, in riferimento ai termini di prescrizione del procedimento; tuttavia, la pubblicazione del sequel ha riaperto il caso, con il giudice Consuelo Marshall che ha riconosciuto la presenza di “questioni autentiche di fatto riguardo alla sostanziale somiglianza” tra le opere.

Disney, dal canto suo, respinge fermamente le accuse. Il regista di Oceania, Ron Clements, ha dichiarato che il film non si ispira in alcun modo a Bucky e che nessuno del team creativo era a conoscenza del progetto di Woodall. La compagnia ha presentato documenti per dimostrare l’origine indipendente del film, basata su ricerche culturali approfondite e collaborazioni con esperti polinesiani.
Nonostante la difesa di Disney, Woodall richiede un risarcimento di 10 miliardi di dollari, pari al 2,5% dei ricavi di Oceania, oltre al divieto di ulteriori utilizzi del materiale che considera suo. Resta da vedere come il tribunale valuterà le accuse e se verrà riconosciuto un eventuale danno.
