L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha approvato una delle riforme più incisive degli ultimi decenni in vista dei Premi Oscar 2027. Per la prima volta nella storia recente, le categorie attoriali cambiano struttura: un interprete potrà essere nominato, all’interno della stessa categoria, per due o più film diversi.
Fino a oggi, il sistema prevedeva un vincolo rigido: anche se un attore otteneva abbastanza voti per due (o più) interpretazioni nella stessa categoria, solo quella con il punteggio più alto veniva mantenuta tra le nomination finali. Tutte le altre venivano automaticamente escluse.
Questo meccanismo, attivo fin dalle origini degli Oscar, rendeva le categorie attoriali un’eccezione rispetto al resto del premio, dove invece più candidature per lo stesso individuo sono sempre state possibili (Steven Soderbergh nel 2000 ricevette la doppia candidatura come miglior regista per Erin Brockovich e Traffic, riuscendo a vincere per quest’ultimo film)
Con la nuova regola, il criterio diventa dunque puramente meritocratico: se due interpretazioni dello stesso attore rientrano tra le cinque più votate, entrambe vengono nominate. Non esistono più limiti artificiali. In teoria, un attore potrebbe occupare anche più di due slot nella cinquina, anche se si tratta di uno scenario improbabile ma ora tecnicamente possibile.
Questo cambiamento ha conseguenze immediate sulle strategie di promozione. Negli anni passati, le campagne spesso “spostavano” una performance da protagonista a non protagonista per evitare la divisione dei voti, e garantire maggiori possibilità di vittoria, pratica nota nell’ambiente come “category fraud”.

Un caso emblematico è quello di Kate Winslet, nel 2009 vincitrice di due Golden Globes, uno da protagonista per Revolutionary Road e l’altro da non protagonista per The Reader, una scelta non legata a considerazioni artistiche, ma frutto di mero calcolo. A differenza di quanto accaduto ai Golden Globes, l’Academy valutò entrambi i ruoli come eleggibili per la categoria di miglior attrice protagonista
Poiché, come abbiamo visto, il regolamento degli Oscar vietava a un interprete di ricevere due nomination nella stessa categoria nello stesso anno, solo una delle due interpretazioni poteva essere selezionata per la cinquina finale in quella categoria.. Ma perché la scelta cadde su The Reader?
Il processo di selezione premia la performance che raggiunge per prima la soglia di voti necessaria per la candidatura: gli addetti al conteggio analizzano inizialmente tutte le preferenze indicate come numero uno sui ballottaggi; se una performance raggiunge la quota richiesta, viene ufficialmente nominata
Nel caso specifico, The Reader ha prevalso perché ha ottenuto un numero maggiore di voti come prima scelta (o eventualmente seconda) rispetto a Revolutionary Road
In pratica, è probabile che molti giurati avessero apprezzato il suo lavoro in Revolutionary Road, ma una minoranza più vocale e convinta avesse preferito indicare la sua prova in The Reader come la migliore in assoluto tra quelle candidabili, permettendole di superare la soglia necessaria durante il conteggio dei voti.
Con le nuove regole, entrambe le interpretazioni avrebbero potuto coesistere nella stessa categoria, come spiega Vulture.

Un aspetto cruciale, emerso dalle strategie promozionali, riguarda il tentativo fallito di evitare questo scontro frontale: i produttori di The Reader avevano infatti deciso, sulla falsariga di quanto avvenuto per i Globes, di promuovere Winslet come attrice non protagonista come atto di “cortesia” verso l’attrice, poiché Revolutionary Road era un progetto che le stava molto a cuore
Tuttavia, l’Academy gode di autonomia totale nella classificazione dei ruoli e i suoi membri hanno ignorato la strategia della produzione, votando Winslet come protagonista per entrambi i film e costringendo il sistema di voto a scartare la performance in Revolutionary Road a favore di quella più “polarizzante” in The Reader.
Situazioni analoghe hanno riguardato molti altri attori. Leonardo DiCaprio, ad esempio, nel 2006 fu protagonista sia in Blood Diamond che in The Departed: oggi avrebbe potuto ottenere una doppia nomination. Lo stesso vale per Sebastian Stan, già candidato in categorie diverse ai Golden Globes nello stesso anno, o per Paul Mescal, penalizzato in passato da strategie di posizionamento non ottimali.
Parallelamente, la riforma chiarisce anche i criteri di eleggibilità: solo performance effettivamente interpretate da esseri umani e accreditate ufficialmente nei credits del film potranno concorrere. Questo intervento risponde direttamente alle nuove tensioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale e alla manipolazione digitale delle immagini, ribadendo la centralità dell’autorialità umana nelle arti cinematografiche.
