L’ultimo film di Paolo Sorrentino, Parthenope, è una storia di finzione carica di simbolismi, nella quale ritroviamo personaggi inventati e personaggi realmente esistiti. Su tutti l’armatore Achille Lauro, che è stato una figura chiave per la città di Napoli, e lo scrittore inglese John Cheever. Atri personaggi invece sembrano tratteggiati su figure realmente esistite, ma restano nell’ambito della finzione.

Achille Lauro (1887 – 1982) nel film è interpretato da Antonio Santagata ed è identico nelle fattezze e nel look all’uomo che fu influente armatore e politico, proprietario della Flotta Lauro, esponente del partito monarchico e sindaco di Napoli per due mandati, tra gli anni ’50 e ’60. Lauro, uomo di destra, fu anche editore del quotidiano Roma e presidente del Napoli. Ebbe tre figli dalla prima moglie, più un’altra figlia, Tanya, adottata dalla seconda moglie, che lui riconobbe.
Oggi il nome di Achille Lauro è associato a quello del cantante e trapper romano Lauro De Marinis, che agli esordi scelse come nome d’arte quello del “Comandante”, perché da piccolo si sentiva dire spesso che il suo nome ricordava quello dell’armatore. In una curiosa concatenazione di eventi, Achille Lauro (il cantante) ha voluto la protagonista di Parthenope, Celeste Dalla Porta, per il suo ultimo videoclip, Incoscienti giovani.

John Cheever (1912 – 1982) che nel film è interpretato da Gary Oldman, è stato un tormentato scrittore americano, alcolista e in conflitto con la sua bisessualità, che per un periodo ha vissuto a Capri. In un’intervista a Variety Paolo Sorrentino ha spiegato di aver attinto dai diari di Cheever per costruire il personaggio, ma le battute che gli sentiamo pronunciare le ha scritte lui. Oldman invece per dar vita alla sua interpretazione si è basato su un’intervista allo scrittore.
“Penso che conoscesse abbastanza bene il lavoro di Cheever. In realtà, è stato lui a dirmi come lo avrebbe interpretato. Ha detto: “C’è un’intervista molto bella a John Cheever su YouTube. L’ho vista, l’ho capita e so come farlo.” E così si è conclusa la preparazione per quel personaggio. Oldman è uno dei cinque migliori attori al mondo. Può interpretare qualsiasi cosa.”
Si è parlato tanto del personaggio interpretato da Luisa Ranieri, ma sia Sorrentino ha smentito seccamente che Greta Cool sia ispirato a Sophia Loren. Questo nonostante il look dell’arrogante e fragile attrice sul viale del tramonto ricordi quello della Loren negli anni ’80: lunga chioma mogano, grandi occhiali fumè, gli abiti da sera color oro. A chi scrive, in verità Greta Cool ha ricordato un po’ la parodia della Loren che Isabella Biagini fece nel film cul FF.SS, di Renzo Arbore, che potete vedere in fondo a questo articolo.
Un altro personaggio che ha suscitato molta curiosità è quello del diabolico Cardinale Tesorone. Apparentemente Tesorone non è ispirato a nessun personaggio reale, anche se nel periodo in cui egli è in carica, gli anni ’80, a Napoli si susseguirono Corrado Ursi e poi Michele Giordano. Quest’ultimo in vita non fu esente da controversie, tra cui un’indagine per usura e una condanna per abuso edilizio. Accuse dalle quali però fu prosciolto.
Un altro dettaglio molto interessante è il nome del fratello di Parthenope, Raimondo Di Sangro. Il Raimondo del film è un personaggio inventato, ma ha lo stesso nome del Principe Di Sansevero, inventore, alchimista e letterato, tuttora tra le figure più discusse e misteriose della storia di Napoli. Al link che segue potete leggere la nostra spiegazione del finale di Parthenope.
