Alla vigilia della presentazione del suo ultimo film, L’isola di Andrea, alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, il regista Antonio Capuano ha concesso un’intervista al Corriere nella quale ha parlato tra le altre cose del suo rapporto con il suo allievo, Paolo Sorrentino. Capuano ammette che l’ultimo film di Sorrentino, Parthenope, non gli è piaciuto, ma ha sottolineato la sua stima e il suo affetto per il regista.

Valerio Cappelli nella sua intervista per il Corriere della Sera ha ricordato a Capuano che anche Sorrentino sarà a Venezia con il suo film, che si intitola La Grazia. E il regista di Pianese Nunzio ha detto con schiettezza:
“Io spero che abbia fatto un bel film, l’ultimo, Parthenope, non mi è piaciuto, Paolo non ha un amore così viscerale per Napoli, e il mare non lo conosce proprio. Se vedrà il mio film? Non lo so, sta in un universo estraneo a me, io sono più vagabondo. Non potremmo essere più diversi, lui un borghese che evade la realtà, e io, un proletario figlio di tranviere, ne sono immerso. Ma ci vogliamo lo stesso un gran bene, è un rapporto di tenerezza, venti giorni fa ci siamo scambiati un messaggio dopo tanto tempo. Gli ho scritto: Caro Paolo. E lui: Antonio mio. A volte dovrei prendere ‘na vacanza da me”

Sorrentino ha reso omaggio a Capuano con un personaggio nel suo È stato la mano di Dio e gli fa pronunciare una battuta poi diventata cult, “Non ti disunire”:
“È una frase gergale del calcio, ma la dicevo mentre a Napoli lo incoraggiavo a concentrarsi sulle cose, anche ad andare appresso a ‘na guagliona, la passione per il cinema non c’entrava nulla”
Capuano ha poi parlato del suo film, L’isola di Andrea, che vede protagonisti Vinicio Marchioni e Teresa Saponangelo con Andrea Migliucci nel ruolo del loro figlio. Inizialmente al posto di Marchioni doveva esserci Riccardo Scamarcio, ma a causa di contrasti di natura contrattuale col regista, non se n’è fatto più nulla. “Non voleva firmare il contratto. Mi disse, Anto’, siamo del Sud, a me basta la parola e una stretta di mano. Riccardo, gli risposi, fammi ‘sto favore, firma ‘sto pezzo di carta. Dopo un tira e molla infinito l’ho chiamato: credevo che fossi più uomo e invece non lo sei, e gli ho sbattuto giù il telefono. Non l’ho più sentito, che bellezza”
Il film è dedicato alla memoria di Willy, la moglie di Capuano, di origine olandese, scomparsa 3 anni fa dopo 59 anni di vita insieme.
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