Gli incendi che stanno devastando la zona di Los Angeles sono la conseguenza di un insieme di cause strutturali e ambientali tra cui la siccità prolungata, l’estesa vegetazione, oltre a venti sferzanti che non fanno che alimentare il fuoco.

Come riporta il NYT, Los Angeles sta affrontando una delle emergenze più gravi della sua storia, con molteplici incendi che hanno devastato interi quartieri, provocato almeno 11 morti e forzato migliaia di persone a evacuare in fretta e furia; molte abitazioni, come d’abitudine costruite in legno e non in cemento, sono infatti state rase al suolo in pochi minuti. Come avrete letto in questi giorni, numerose star hanno visto le loro case rase al suolo – tra questi, Billy Crystal e la sua famiglia, ma anche Anthony Hopkins e sua moglie. Anche il nostro Luca Tommassini, tra gli italiani, ha perso una casa nella zona.
I focolai principali circondano Los Angeles a nord-ovest del centro, formando un anello di fuoco attorno a comunità costiere come Santa Monica e Malibu, quartieri suburbani come Pasadena e le zone rurali della San Fernando Valley.
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L’incendio più vasto, il Palisades Fire, ha già consumato oltre 9000 ettari lungo la Pacific Coast, distruggendo migliaia di edifici e forzando evacuazioni nell’area di Pacific Palisades, Malibu e Santa Monica. A est, l’Eaton Fire nelle San Gabriel Mountains ha bruciato oltre 6000 ettari e distrutto altre migliaia di strutture, obbligando decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Progressi si sono registrati in alcuni incendi minori, come il Kenneth Fire nella San Fernando Valley, contenuto parzialmente dopo aver bruciato 400 ettari. Anche “l’Hurst Fire” a Sylmar si è stabilizzato, mentre il Lidia Fire, nelle Angeles National Forest, è stato contenuto al 75%.
Il Sunset Fire, che aveva minacciato luoghi simbolici come l’Hollywood Bowl, è stato domato dopo aver bruciato circa 18 ettari. Tuttavia, nuovi focolai, come l’Archer Fire a Granada Hills, continuano a destare preoccupazione, nonostante il loro rapido contenimento.
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Come detto, a scatenare un disastro naturale di questa portata è stata una commistione di fattori: l’estesa siccità, esacerbata dal riscaldamento globale, ha reso i terreni eccezionalmente aridi: inoltre, raffiche di vento con punte fino a 130 km/h, note come venti “Santa Ana”, hanno alimentato le fiamme, trasportando braci a chilometri di distanza, e trovando terreno fertile in un’estesa vegetazione, conseguenza di precedenti inverni molto piovosi (in particolare il 2022). La stagione degli incendi in California è tendenzialmente limitata al periodo estivo, ma queste condizioni particolari hanno ormai reso inaffidabile il ‘calendario’.
Per una panoramica competente ed esaustiva della situazione climatica in corso in California, potete leggere l’articolo che segue su il Post, o vedere questo breve video realizzato da Geopop
