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Home » Film » News cinema e film » Piove, il divieto ai minori di 18 anni è stato revocato

Piove, il divieto ai minori di 18 anni è stato revocato

Il Tar accoglie il ricorso e dispone il divieto del film Piove, diretto dal ventinovenne Paolo Strippoli, ai soli minori di anni 14.
Luca ScarselliDi Luca Scarselli7 Dicembre 2022
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Il divieto ai minori di 18 anni di Piove, diretto dal ventinovenne Paolo Strippoli, è stato revocato dal Tar del Lazio nella giornata di ieri, 6 Dicembre 2022. Il Tar ha accolto il ricorso patrocinato dagli avvocati Ottavio Grandinetti, Barbara Bettelli, Daniele Majori e Andrea Aurelio Di Todaro e ha disposto l’annullamento dei provvedimenti della commissione ministeriale della classificazione delle opere.

Questo un estratto significativo della sentenza del Tar Lazio, composto dalla Presidente Donatella Scala, dalla relatrice Francesca Santoro Cayro e dal Consigliere Mario Alberto Di Nezza: “Piove propone una trama calata in un contesto governato dal “soprannaturale”, come tipico del genere cinematografico “horror”: la violenza non assume i tratti di un atto meramente gratuito, perpetrato senza spiegazione alcuna e unicamente fine a se stesso (questo sì sarebbe particolarmente inquietante e tale da comportare un livello di turbamento che potrebbe risultare non adatto per un pubblico giovane), ma è cagionato da una forza “oscura”, e dunque irreale, che uno spettatore di una certa età (e indubbiamente un minore che abbia già compiuto i 14 anni) è in grado, senza ombra di dubbio, di cogliere come tale, relegandola al piano dell’inverosimile e immaginifico.”

L’avvocato Ottavio Grandinetti, docente di diritto dell’informazione presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, e Legale di Propaganda Italia, società di produzione del film, ha dichiarato:“Mi pare che la sentenza adottata oggi dal Tar Lazio rivesta una particolare importanza non solo, com’è ovvio, per il film Piove, in cui i giudici amministrativi, in accoglimento di quanto esposto nel ricorso e nella perizia dello psichiatra prof. Stefano Ferracuti, non hanno ravvisato contenuti tali da giustificare il divieto ai minori di 18 anni, ma anche per l’intero settore cinematografico, in quanto il Tar ha giustamente affermato che i criteri fissati dal Ministero per la classificazione dei film non possono essere disattesi dalla Commissione, la quale deve giudicare sulla base di tali criteri, tanto più – aggiungo io – che è sulla base di essi e sull’affidamento riposto nel loro rispetto in fase di classificazione dei film che i produttori investono milioni di euro per la realizzazione di opere cinematografiche.”

Questo il commento di Fandango sulla sentenza: ‘’Siamo contenti che il TAR abbia accolto il ricorso ed in particolare delle motivazioni puntuali correlate. Ci sembra evidente che questo sistema di attribuzione dei divieti abbia  delle falle, che in questo caso hanno arrecato un grave danno allo sfruttamento in sala di un film di un giovane autore italiano. Ci auguriamo che il ministero possa intervenire modificandolo.’’

 

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