Pete Docter, direttore creativo della Pixar, ha spiegato pubblicamente le ragioni dietro la controversa decisione di eliminare i temi LGBTQ dal film Elio, uscito nel 2025. In un’intervista al Wall Street Journal, Docter ha dichiarato senza mezzi termini che lo studio non intendeva creare contenuti che obbligassero i genitori ad affrontare conversazioni per cui non si sentivano pronti con i propri figli.
“Stiamo facendo un film, non centinaia di milioni di dollari di terapia”, ha affermato il dirigente al Wall Street Journal sintetizzando la filosofia che ha guidato la rielaborazione del progetto. Una frase con la quale ha voluto sottolineare che Pixar si occupa di intrattenimento, e apparentemente non è interessata ad affrontare temi delicati come se fosse una terapia collettiva in cui coinvolgere il suo pubblico.
Elio racconta la storia di un ragazzo solitario di 11 anni che viene teletrasportato nello spazio dopo essere stato scambiato per il leader della Terra. Il film era originariamente diretto da Adrian Molina, e il personaggio principale era stato concepito con una codifica queer esplicita, riflettendo in parte l’esperienza personale dell’adolescenza del regista, che è un uomo gay.

Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, le prime versioni del film includevano scene che alludevano alla sessualità di Elio, tra cui una sequenza ambientata nel futuro in cui il protagonista cresceva un figlio insieme ad un partner maschile. Tuttavia, dopo una proiezione di prova nell’estate del 2023 in Arizona, il progetto ha subito una drastica svolta.
Durante quel test screening, gli spettatori avrebbero dichiarato di apprezzare il film, ma nessuno ha alzato la mano quando è stato chiesto se lo avrebbero visto al cinema. Questo risultato ha innescato una serie di cambiamenti significativi nella produzione. Un ex artista Pixar che ha lavorato a Elio ha raccontato anonimamente che durante lo sviluppo della prima versione era evidente come i dirigenti dello studio stessero costantemente “limando” i momenti che alludevano alla sessualità del protagonista.
Molina ha successivamente lasciato il progetto, sostituito dalle co-registe Madeline Sharafian e Domee Shi, quest’ultima già autrice di Red.
Il cambio di rotta rappresenta una trasformazione strategica più ampia per Pixar. Docter ha spiegato che lo studio sta abbandonando l’approccio basato su storie semi-autobiografiche guidate dai singoli registi, privilegiando invece contenuti con potenziale di sequel e narrazioni più universalmente accessibili. “Col passare del tempo, ho capito che il mio lavoro è assicurarmi che i film piacciano a tutti“, ha dichiarato il dirigente nell’intervista.
Questa filosofia si riflette nella nuova strategia produttiva di Pixar: Toy Story 5 uscirà nell’estate 2026, mentre sono attualmente in sviluppo sequel di Incredibili e Monsters & Co. L’obiettivo dichiarato è creare contenuti che possano generare franchise duraturi piuttosto che esperimenti narrativi più di nicchia.

Nonostante i tentativi di rendere Elio più commerciale, il film si è rivelato un flop al botteghino. Ha debuttato con appena 20,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e 14 milioni nei mercati internazionali, segnando numeri record negativi per lo studio d’animazione. Il risultato è stato persino peggiore di Elemental, che nel 2023 aveva registrato un’apertura da 29,6 milioni di dollari, all’epoca il secondo peggior debutto nella storia di Pixar.
THR riporta che l’unico film Pixar ad aver fatto peggio di Elio è Hoppers, uscito venerdì scorso con proiezioni di incasso globale intorno agli 88 milioni di dollari nel weekend d’apertura. Il film di Daniel Chong rappresenta il nuovo corso dello studio, che secondo Docter deve continuare a produrre pellicole di qualità per rimanere rilevante all’interno dell’ecosistema Disney.
“Se ci mettiamo a sfornare robaccia, tanto vale chiudere i battenti. Preferirei morire provando a fare qualcosa in cui crediamo davvero”, ha concluso Docter, sottolineando come la qualità artistica rimanga centrale nonostante le nuove priorità commerciali.
