Gli abiti indossati da Julia Roberts nel film Pretty Woman hanno fatto la storia del cinema e ancora oggi sono ricordati con affetto dai fan del film. Tutti gli outfit in questione, da quello rosso, per la serata all’Opera a quello a pois, furono realizzati dalla costumista Marilyn Vance e dal suo team, che lavorarono assiduamente con la Roberts, per ore e ore di fitting e prove. In diverse interviste Vance ha raccontato il suo lavoro per il film del 1990, rivelando anche alcune curiosità molto interessanti.
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In un’intervista a Elle di diversi anni fa, Vance raccontò che Julia Roberts aveva circa 21 anni, era bellissima e molto paziente: “Non saprei neanche descrivere quanto fosse paziente: prove e test di colore per ore e ore, e non si è mai lamentata. Nemmeno una volta!” E i quattro abiti realizzati per il suo personaggio, raccontano la sua storia: “All’inizio indossa così tante cose: la giacca, gli stivali, il cappello, è tutto molto carico. Nei look successivi si comincia a vedere come Vivian segua la direzione che le indica lui: less is more. Alla fine è molto sofisticata”.

Per quanto riguarda l’abito dell’Opera, Vance ha raccontato che lo studio le aveva chiesto un abito nero, ma lei riuscì a convincere i produttori a far indossare al personaggio di Vivian l’abito rosso che poi è passato alla storia. E ancora oggi il modello di quell’abito viene acquistato ogni anno da uomini che lo regalano alle loro compagne.
“Prima che prendessero una decisione, realizzammo tre abiti di colori diversi. Li abbiamo illuminati e fotografati. Povera Julia, ha dovuto sottoporsi a tutte quelle prove di colore, per un solo abito. Poi finalmente sono riuscita a trovare la sfumatura di colore giusta, e ho convinto tutti a darmi retta”
“E la cosa divertente di quell’abito è che, ogni anno dall’uscita del film, la Western Costumes (la ditta che ha realizzato il cartamodello dell’abito) riceve diverse richieste da parte di uomini che inviano le misure delle loro compagne per farselo ricreare. Vogliono ricreare tutta la scena. La cosa bizzarra è che questi uomini sono quasi sempre del Texas, chissà perché!”

La costumista ha poi raccontato il piccolo dramma che si presentò quando si trattò di realizzare l’abito a pois per la scena della partita di polo. Il tessuto era perfetto, ma ce n’era poco a disposizione.
“Ho trovato quel tessuto a pois mentre mi aggiravo nel seminterrato di Beverly Silks and Woolens. Era perfetto. Il problema era che non ne era rimasto molto, e per fare un vestito del genere non serve solo la quantità che finisce nel capo finito, ne serve di più. Quindi ci siamo trovati in una situazione in cui dovevamo scegliere: o realizzavamo l’abito lungo fino a metà polpaccio, che era quello che avrei voluto fare, oppure lo facevamo al ginocchio. Se l’avessimo fatto lungo, avremmo usato delle ballerine Chanel; se lo facevamo al ginocchio, avremmo optato per dei tacchi Chanel — e in più ci sarebbe rimasto un po’ di tessuto per il cappello.”

Per quanto riguarda invece l’abito delle prime scene, quelle in cui Vivian è vestita da prostituta – con gli stivali e il microabito aderente a due pezzi – la costumista ha spiegato che anche quello fu realizzato tutto dal suo team, fatta eccezione per gli stivali in vernice, che furono acquistati in Inghilterra, presso un negozio a Chelsea che si chiamava NaNa.
“Quello è uno dei miei outfit preferiti. Per realizzarlo mi sono ispirata ad un costume da bagno che avevo negli anni ’60. Ovviamente aveva un anello diverso, nel mezzo”
Per quanto riguarda gli abiti di Richard Gere invece, Marilyn Vance ha spiegato che tutti gli abiti dell’attore furono realizzati da lei, tranne il tuxedo che indossa all’opera. Ma siccome non era soddisfatta dei tessuti che aveva a disposizione negli States – “troppo ruvidi e pesanti” – si recò nelle fabbriche di Cerruti a Biella, dove riuscì a trovare tessuti più eleganti e adatti al personaggio. Una cosa che oggi, non sarebbe fattibile: “Abbiamo impiegato un sacco di tempo allora, ma ne è valsa la pena”
Da canto suo, in un’intervista più recente, Julia Roberts ha raccontato che Marilyn Vance “era un amore e si preoccupava sempre che stessi comoda, nei miei abiti” – ma sugli stivali poco da fare: erano scomodissimi.

Per il ruolo di Vivian, la Roberts fu candidata all’Oscar, ma quell’anno vinse Kathy Bates per Misery non deve morire. Qualche tempo fa Julia Roberts ha provato ad immaginare che fine abbiano fatto Edward e Vivian dopo il finale del film e come è andata avanti la loro storia.
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