C’è un po’ di Italia in concorso al Festival di Berlino, quest’anno. Dandy Projects capitanata da Simona Pelliccioli è infatti co-produttore di uno dei titoli più attesi, Reflection in a Dead Diamond, il nuovo film del duo franco-belga Hèléne Cattet e Bruno Forzani , proiettato in anteprima mondiale in questi giorni.

Simona Pelliccioli ha spiegato per quale motivo ha scelto di produrre Reflection In A Dead Diamond
“Il carattere distintivo. Hèléne (Cattet) e Bruno (Forzani) sono dei perfezionisti della messa in scena. Il nostro protagonista è un uomo anziano che si lascia travolgere dai ricordi di un passato da eroe impegnato nella salvaguardia del pianeta. Ma il mondo è cambiato, decaduto. Non sono più tempi del progresso e del bello che ha caratterizzato gli anni sessanta. Nell’intento un po’ meno film di genere il risultato è un sorprendente mix di elementi visivi e narrativi”.
Una lunga gavetta alle spalle fatta di numerose collaborazioni tra le quali ricordiamo Che strano chiamarsi Federico! ultimo film diretto da Ettore Scola con un team di lavoro, come ci dice lei, che non tornerà mai più, La mia casa è piena di specchi con Sophia Loren.
Reflection in a Dead Diamond presenta un cast internazionale che vede tra gli interpreti principali anche Fabio Testi, Yannick Renier oltre a Koen De Bouw e Maria de Medeiros. Il film, spiega Pelliccioli “rappresenta la prima co-produzione di Dandy Projects e per me il superamento di quei limiti che mi venivano imposti dal ‘sistema’ anche dopo anni di collaborazioni. Ho scelto di allontanarmi da quel sistema per camminare da sola. E sono arrivata fin qui”.
