Al Pacino ha rivelato in una recente intervista come la sua interpretazione di Tony Montana in Scarface, capolavoro noir di Brian De Palma, remake dell’omonimo film del 1932, fosse stata malvista nell’ambiente di Hollywood, in particolare da Miloš Forman, poi regista del Premio Oscar Amadeus, e da Sidney Lumet, con cui Pacino aveva lavorato nel 1973 per Serpico e nel 1975 per Quel pomeriggio di un giorno da cani: i due decani consideravano infatti quel film un prodotto spiccatamente commerciale, inadatto ai talenti del grande attore.
Ospite di The Interview, il podcast del New York Times, Pacino ha così ricordato gli aspri giudizi dei rinomati colleghi riguardo a un ruolo non ritenuto all’altezza dello status di Pacino come astro nascente del cinema d’autore hollywoodiano
Sono a cena con Miloš Forman, e mi dice: “Ma come fai a fare quella stronzata di Scarface? Fai un film come Quel pomeriggio di un giorno da cani’ e poi questo? Ma dai…’ E da parte sua, Lumet mi disse una cosa simile: ‘Al, ma come fai a recitare in una merda del genere?’.
Io, già all’epoca, non la pensavo come loro, a questo proposito: ma mi piaceva molto tutta la passione che ci mettevano nel dirmi quelle cose: Sidney, poi, era veramente incavolato!
Nonostante un appeal accademico cresciuto esponenzialmente negli anni, Scarface alla sua uscita non fu un successo, né di pubblico (fu solo il sedicesimo maggior incasso del 1983, con 65 milioni) né di critica; le stroncature furono diffuse e senza appello, dando il là a una nomea negativa che avrebbe portato il film a essere nominato per ben due Razzie Award, senza vincerne alcuno.
