L’avvio del nuovo DC Universe subisce il suo primo vero contraccolpo commerciale; dopo l’ottima accoglienza di Superman, era proprio Supergirl a dover dimostrare che il nuovo corso targato James Gunn e Peter Safran fosse in grado di consolidarsi anche con personaggi diversi dall’Uomo d’Acciaio. I risultati del primo weekend, però, raccontano una storia differente: gli incassi sono stati nettamente inferiori alle aspettative, costringendo i vertici di DC Studios a intervenire pubblicamente per rassicurare investitori e fan sul futuro del franchise.
A riconoscere senza giri di parole la delusione è stato Peter Safran, co-CEO di DC Studios, che ha ammesso come il film non abbia raggiunto gli obiettivi fissati da Warner Bros. Nonostante ciò, il dirigente ha invitato a non interpretare il risultato come un fallimento dell’intero progetto DCU.
Safran ha spiegato in un’intervista al New York Times che Supergirl rappresenta infatti soltanto “una componente di una strategia più ampia e a lungo termine“, sulla quale lo studio continua a nutrire piena fiducia. In altre parole, il destino del nuovo universo condiviso non dipende dalle performance di un singolo titolo, ma da un piano pluriennale costruito su cinema e televisione.
“Sebbene Supergirl non abbia soddisfatto le nostre aspettative al botteghino, il prodotto rappresenta soltanto un componente di una strategia più ampia e di lungo periodo per i DC Studios, piano in cui continuiamo ad avere piena e assoluta fiducia.”
I numeri spiegano perché sia stato necessario un intervento così rapido. Il film ha aperto con circa 68 milioni di dollari a livello globale, di cui 38 milioni provenienti dal mercato nordamericano, una cifra molto distante da quella che ci si attendeva per una produzione il cui budget sarebbe stato compreso tra i 175 e i 186 milioni di dollari. Pur riuscendo a superare di poco l’esordio statunitense di Joker: Folie à Deux, Supergirl è rimasta molto lontana da altri recenti cinecomic e persino dal debutto globale dello stesso sequel dedicato ad Arthur Fleck.
Il risultato è arrivato in un contesto ritenuto poco favorevole, tra la concomitanza con i Mondiali di calcio e un’ondata di caldo che avrebbe limitato la presenza del pubblico nelle sale. Sono elementi che possono aver inciso sugli incassi, ma che da soli non bastano a spiegare una partenza tanto inferiore alle aspettative. Nel dibattito è emersa anche una riflessione proposta proprio dal New York Times, secondo cui i film di supereroi con protagoniste femminili avrebbero incontrato numerose difficoltà commerciali negli ultimi anni. Il quotidiano ipotizza che il fenomeno possa riflettere anche una certa resistenza di una parte del pubblico tradizionale, prevalentemente maschile. Si tratta tuttavia di una lettura che divide gli osservatori e che non rappresenta un consenso unanime.

Esiste però anche un dato positivo da cui partire. Nonostante gli incassi complessivi piuttosto deludenti, Supergirl ha registrato il miglior weekend d’apertura nella storia delle sale IMAX per un film di supereroi. Oltre la metà degli incassi è infatti arrivata dai grandi formati premium, segnale che il pubblico più appassionato ha privilegiato le proiezioni tecnologicamente più avanzate.
La strategia dei DC Studios, almeno ufficialmente, non subirà alcuna frenata. Il prossimo appuntamento cinematografico sarà Clayface, diretto da James Watkins e previsto per ottobre Si tratta di una produzione molto più contenuta dal punto di vista economico, con un costo stimato di circa 45 milioni di dollari, ben distante dagli investimenti richiesti da Supergirl. Successivamente arriverà Man of Tomorrow, sequel di Superman diretto da James Gunn e programmato per luglio 2027, mentre nel 2026 è attesa anche la serie HBO Lanterns.
