Gli eredi di Joseph ‘Joe’ Shuster, co-creatore di Superman insieme a Jerry Siegel, hanno avviato un’azione legale contro Warner Bros. Discovery e DC Comics. La causa, depositata presso il Tribunale Federale del Distretto Meridionale di New York, sostiene che i diritti d’autore per l’utilizzo dei personaggi nei territori di Canada, Regno Unito, Irlanda e Australia siano ora di proprietà degli eredi stessi, per effetto delle leggi locali sul copyright:
Secondo quanto sostenuto all’interno della causa, dunque, Warner starebbe sfruttando il personaggio di Superman in quei paesi senza alcun consenso o diritto, in violazione della normativa.
Il nuovo film “Superman” in uscita il prossimo luglio per la regia di James Gunn potrebbe essere bloccato se la corte dovesse dare ragione agli eredi: naturalmente il ‘ban’ riguarderebbe solo i territori succitati.
La controversia si basa su un aspetto specifico della legislazione sul diritto d’autore: nei paesi di tradizione giuridica britannica (Common Law) i diritti su un’opera tornano automaticamente agli eredi 25 anni dopo la morte dell’autore.

La morte di Shuster, avvenuta nel 1992, pone il 2017 come anno in cui i diritti di sfruttamento, secondo quanto stabilito dalla legge in questione, sarebbero dovuti tornare in mano alla famiglia. Cosa che, stando agli incartamenti, non sarebbe mai avvenuta: Warner Bros. avrebbe infatti continuato a sfruttare Superman in questi territori senza l’autorizzazione degli eredi.
L’azione legale chiede alla corte di riconoscere formalmente la titolarità dei diritti alla famiglia Shuster e di emettere un’ingiunzione per bloccare la distribuzione di contenuti legati a Superman nei paesi coinvolti. Inoltre, gli eredi richiedono un risarcimento danni per lo sfruttamento non autorizzato del personaggio, oltre all’emissione di un ordine restrittivo che impedisca a Warner di continuare a utilizzare l’opera senza consenso.
Warner Bros. Discovery ha replicato con fermezza, affermando di non riconoscere la validità della causa e di essere pronta a difendere i propri diritti in tribunale. La società ha già avuto in passato battaglie legali con gli eredi di Siegel e Shuster, ma il tema della “reversione automatica” dei diritti internazionali non era mai stato oggetto di un vero e proprio contenzioso fino ad ora.
Questo scontro legale giunge in un momento particolarmente critico per Warner Bros, che si sta preparando per l’uscita del nuovo film di Superman con David Corenswet nel ruolo del protagonista e Rachel Brosnahan nei panni di Lois Lane, il cui trailer ha già battuto record su record di visualizzazioni e generato un’ondata di entusiasmo incontrollato tra i fan, che sembrano pronti a non lasciar passare nulla, quando si tratta di pretendere un adattamento il più perfetto possibile del loro personaggio preferito, tanto da costringere lo stesso James Gunn a usare i social per spiegare che no, la faccia di Superman nel nuovo spot tv “non contiene CGI“.
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Tornando alla causa, se la corte dovesse dare ragione agli eredi, Warner potrebbe essere costretta a trovare un accordo o a rinunciare alla distribuzione nei territori in questione, vibrando così un colpo mortale al futuro dell’appena nato e già piuttosto traballante nuovo DCU.
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