Oggi alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia Jude Law ha presentato il film Le Mage du Kremlin con il regista Olivier Assayas. La pellicola è tratta da Il Mago del Cremlino, un romanzo di Giuliano Da Empoli, che racconta con elementi di finzione l’ascesa di Vladimir Putin al potere. In conferenza, accanto a Law, c’erano anche Paul Dano, Jeffrey Wright e Alicia Vikander.

Jude Law – che interpreta Vladimir Putin – ha spiegato di non aver avuto timori nell’assumere un ruolo così delicato:
“Spero non ingenuamente, ma non ho avuto paura di ripercussioni. Mi sentivo sicuro, nelle mani di Olivier e della sceneggiatura, che la storia sarebbe stata raccontata con intelligenza e con la giusta attenzione. Non cercavamo la controversia. Era importante ricordare che si tratta di un personaggio all’interno di una storia molto più ampia”.
L’attore ha aggiunto di aver scelto di non ricorrere a maschere o accenti marcati: “Olivier non voleva un’imitazione, ma una ricerca di familiarità con quell’uomo in quegli anni. È incredibile cosa possa fare una buona parrucca”.

Accanto a lui, Paul Dano – che interpreta Vadim Baranov, alter ego romanzato di Vladislav Surkov, Vladislav Surkov, lo stratega politico russo considerato l’architetto della propaganda del Cremlino. – ha sottolineato:
“Non bisogna cercare il lato positivo, ma essere disposti a scoprire il punto di vista del personaggio. Se Baranov venisse etichettato solo come cattivo, sarebbe una semplificazione pericolosa”.
Il regista Olivier Assayas ha voluto precisare che il film non è un ritratto biografico, ma una riflessione più ampia:
“Il film è molto su come la politica moderna è stata inventata. Parte di quel male nasce dall’ascesa di Putin, ma riguarda anche molti altri leader autoritari. Non abbiamo fatto un manifesto, abbiamo raccontato la trasformazione della politica nelle nostre vite e la situazione spaventosa in cui ci troviamo”.
Si è parlato anche della guerra in Ucraina. Alla domanda se la Russia domini oggi il mondo, Assayas ha risposto secco: “No”. Più articolato l’intervento di Jeffrey Wright, che ha offerto una chiave di lettura comparativa:
“Questo film parla di un luogo specifico ma ha implicazioni globali. Anche la storia americana ha avuto impulsi verso fascismo. Ma abbiamo sempre coltivato l’idea che potessimo essere migliori. Se perdiamo questa tensione verso il miglioramento, diventiamo proprio ciò che vediamo nel film”.
Jude Law wasn’t afraid to play Putin in “The Wizard of the Kremlin”: “I hope not naively, but I didn’t fear repercussions.” https://t.co/rKKb27Srny pic.twitter.com/BDbrdjvi2a
— Variety (@Variety) August 31, 2025
