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Home » Film » News cinema e film » Venezia 2026, polemica su La città dei vivi: perché i fratelli D’Innocenzo hanno tolto la firma dal film

Venezia 2026, polemica su La città dei vivi: perché i fratelli D’Innocenzo hanno tolto la firma dal film

È polemica a Venezia 2026 su La città dei vivi: i fratelli D’Innocenzo spiegano perché hanno rinunciato alla firma della sceneggiatura del film sul delitto Varani.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco4 Settembre 2026
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Valerio Mastandrea nel film La città dei vivi
Valerio Mastandrea nel film La città dei vivi
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È polemica alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 attorno a La città dei vivi, il film diretto da Edoardo Gabbriellini e presentato in concorso nella sezione Orizzonti. Proprio nel giorno del debutto del film, Fabio e Damiano D’Innocenzo hanno diffuso un comunicato per chiarire perché i loro nomi non compaiano tra gli sceneggiatori dell’opera.

La vicenda riguarda il lavoro svolto sul copione del film, liberamente ispirato al romanzo-inchiesta omonimo di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi nel 2020 e dedicato all’omicidio di Luca Varani, il 23enne torturato e ucciso a Roma nel marzo 2016 da Manuel Foffo e Marco Prato.

I due registi e sceneggiatori hanno voluto prendere le distanze dalla spiegazione fornita da Gabbriellini poche ore prima, chiarendo in un comunicato ufficiale che la loro scelta non sarebbe stata legata a un giudizio negativo sul film finito.

“Contrariamente a quanto dichiarato da Edoardo Gabbriellini in merito al film La città dei vivi, abbiamo rinunciato alla firma della sceneggiatura non per una questione legata al tono del racconto o per un nostro malcontento rispetto al risultato del film da lui diretto – cosa che, peraltro, non sarebbe stata possibile per legge – bensì per le modifiche apportate alla nostra sceneggiatura senza il nostro coinvolgimento né, tantomeno, il nostro consenso”

Una precisazione che, nelle intenzioni dei due autori, va oltre il singolo film. I D’Innocenzo pongono infatti l’accento sui diritti degli sceneggiatori e sul loro ruolo all’interno della produzione cinematografica.

“Un diritto, questo sì, previsto dai contratti degli sceneggiatori e del quale vogliamo riaffermare la centralità per l’intera filiera cinematografica”.

La presa di posizione dei fratelli D’Innocenzo arriva in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Gabbriellini a proposito della loro assenza dai titoli del film. Il regista ha detto di aver lavorato sul materiale ricevuto, modificandolo e facendolo passare attraverso la propria sensibilità autoriale.

“I D’Innocenzo hanno scritto un copione bellissimo. Poi, come accade nella lavorazione di film d’autore, per la fragilità e l’equilibrio sui quali si muovono, io ho applicato il mio sguardo e la mia interpretazione a ciò che avevano scritto. Evidentemente non li hanno condivisi”.

È proprio su questo passaggio che si concentra la differenza tra le due versioni: da una parte l’idea di una naturale rielaborazione del copione durante la realizzazione del film, dall’altra la contestazione dei D’Innocenzo, che parlano esplicitamente di cambiamenti effettuati senza il loro coinvolgimento e senza il loro consenso.

Luca Varani
Luca Varani

La città dei vivi nasce dal libro di Nicola Lagioia e porta sul grande schermo una delle vicende criminali più sconvolgenti della cronaca italiana di questo secolo. Nel marzo del 2016 Luca Varani venne ucciso a Roma da Manuel Foffo e Marco Prato. I due, dopo tre giorni trascorsi nell’appartamento tra consumo di alcol e cocaina, coinvolsero Varani in quella che sarebbe diventata una violenza culminata con la sua morte.

Come scrive Repubblica, il film sceglie però di allontanarsi dal racconto esclusivamente legato agli assassini e concentra l’attenzione anche su Varani. Una scelta apprezzata dallo stesso Lagioia, che ha firmato il soggetto e che ha riconosciuto nel film una prospettiva diversa rispetto al proprio libro.

“Quando ho visto il film sono rimasto molto colpito, mosso sentimentalmente dal modo in cui Edoardo ha ribaltato il punto di vista. Io avevo raccontato quella vicenda soprattutto attraverso i due assassini. Per me è stato come leggere il capitolo mancante del libro”.

Lo scrittore ha poi sottolineato quanto sia importante raccontare Varani anche al di là delle circostanze della sua morte.

“Luca è un ragazzo del quale abbiamo saputo qualcosa soltanto perché è stato ucciso in quel modo. Il rischio era che la sua vita venisse raccontata esclusivamente attraverso la sua morte. Qui, invece, viene raccontato in un altro modo, viene dato risalto alla quotidianità. Non sappiamo quale sarebbe stata la sua vita se non fosse capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Nel film – che esce il 1 ottobre 2026 – Luca Varani è interpretato da Emanuele Maria Di Stefano. Gaia Merlonghi veste invece i panni della fidanzata di Luca. Nel cast ci sono anche Valerio Mastandrea, nel ruolo di Giuseppe, il padre di Luca, e Simona Senzacqua, che interpreta sua madre. Roberta Mattei è invece la madre di Marta Gaia.

 

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Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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