Il regista tedesco Wim Wenders e la fondazione non-profit che porta il suo nome hanno annunciato il ritiro immediato dal mercato del film del 1975 Falso movimento (Wrong Move), a seguito delle polemiche riguardanti una scena controversa che coinvolse l’attrice Nastassja Kinski quando aveva solo 13 anni e fu ripresa senza vestiti.
Una decisione definitiva ‘oltremodo attesa‘ dai legali dell’attrice, che in una dichiarazione all’agenzia di stampa AFP hanno tuttavia deplorato le modalità dell’accaduto
“Ci dispiace solamente che questa scelta sia stata presa unicamente a seguito delle forti pressioni mediatiche ricevute”
Tutto era nato allorché Kinski aveva rivelato alla stampa tedesca, in una vecchia intervista tornata virale nei giorni scorsi, di aver fatto pressioni per oltre un decennio affinché quella sequenza, in cui appariva in topless accanto al co-protagonista trentenne Rüdiger Vogler, venisse rimossa
Attraverso un comunicato ufficiale datato 3 giugno, Wenders si era assunto la piena responsabilità dell’accaduto, scusandosi direttamente con l’attrice per la mancanza di tutela sul set
“Come unica persona ancora in vita responsabile di Falso movimento, riconosco che Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio. Per questo, mi scuso con te, Nastassja, senza riserve, senza se e senza ma”
La Fondazione Wim Wenders, attuale proprietaria della pellicola, ha già altresi dato disposizioni a servizi di streaming, emittenti televisive e partner di distribuzione affinché impediscano ogni tipo di accesso pubblico all’opera.
Wenders ha spiegato che la scelta è maturata grazie ai numerosi commenti e conversazioni degli ultimi giorni, che lo hanno spinto a riconsiderare la propria posizione e le proprie responsabilità storiche
“È necessario che la nostra società trovi modi appropriati di gestire opere cinematografiche controverse del XX secolo e affronti nuovi processi di apprendimento e prospettive inclusive riguardo al cinema. Come parte di questo importante dibattito, cercheremo un ampio dialogo – con la Deutsche Filmakademie, il DFF – Deutsches Filminstitut & Filmmuseum, altre istituzioni del patrimonio cinematografico e gruppi intergenerazionali”
Il ritiro del film non è necessariamente definitivo, ma il ritorno del film alla pubblica visione è subordinato a un lungo processo di revisione.
Wenders ha infatti chiarito che la pellicola sarà nuovamente disponibile solo dopo che sarà stata individuata una soluzione concordata che includa necessariamente il parere e il coinvolgimento di Nastassja Kinski. Questo percorso di confronto istituzionale e generazionale mira a stabilire nuove linee guida su come trattare materiali cinematografici del passato che oggi risultano problematici o lesivi della dignità delle persone coinvolte.
Qui ricostruiamo la polemica sul film e le dichiarazioni di Nastassja Kinski.
