Hugh Grant ha dichiarato di aver profondamente odiato il suo ruolo in Wonka; l’attore inglese, infatti, interpreta, all’interno del prequel de La fabbrica di cioccolato, un Umpa – Lumpa, uno dei bizzarri aiutanti del cioccolatiere; le sue scene sono state girate mescolando la recitazione tradizionale con l’uso della motion capture; una metodologia di lavoro che non ha trovato Grant molto ben predisposto, anzi. Grant ha spiegato che ha accettato la parte solo per ragioni economiche.
Durante una conferenza stampa di presentazione del film, Grant ha infatti dichiarato (citiamo da Yahoo!): “Lavorare con tutti quegli affari addosso è stato come avere una corona di spine in testa; davvero molto molto scomodo; e mi sono lamentato parecchio! Ho odiato fare questa cosa come non mai!“. L’attore, pungolato sul tema, ha anche rivelato di non aver ricevuto “alcuna risposta soddisfacente” quando ha chiesto ai collaboratori se dovesse recitare col proprio corpo o meno. Ad ogni modo, la cosa non sembra rappresentare un problema perché “tutto quello che ho fatto io, personalmente, recitando col corpo, faceva schifo, ed è stato rifatto da un animatore, balli inclusi”.
Alla fine dell’intervista, Grant, scherzando, spiega il vero motivo per cui ha accettato di partecipare a Wonka: “Ho un sacco di figli, e mi servono soldi; personalmente, odio discretamente fare cinema“. Il casting di Grant come Umpa – Lumpa, peraltro, aveva generato polemiche all’interno della comunità degli attori affetti da nanismo. I caratteristici personaggi, infatti, gli operai della fabbrica di Wonka, hanno caratteristiche assimilabili a quelli dei nani. George Coppen, attore britannico, aveva dichiarato alla BBC, nell’agosto 2023: “Ormai ci vogliono buttare fuori dall’industria. Non ci fanno fare ruoli comuni nelle serie e nelle soap, ci chiudono una porta in faccia, ma si sono dimenticati di aprirci il portone; hanno preso Hugh Grant e gli hanno ingigantito la testa digitalmente, ma che assurdità è?”
Wonka, prequel musicale dell’opera di Roald Dahl, debutterà nelle sale italiane il 14 dicembre 2023; le prime reazioni della critica americana sono peraltro molto positive.