Best of the Best è il film diretto da Lena Khan, disponibile in streaming su Netflix dal 18 settembre e prodotto da 186K Films e Rideback.
L’aspetto sorprendente di questa commedia è il modo in cui è riuscita, in brevissimo tempo, a conquistare un’ottima posizione in classifica, coinvolgendo anche il pubblico italiano con il suo spirito bollywoodiano. Ma a cosa si deve questo successo?
La risposta si trova probabilmente nella capacità del film di partire da una storia piuttosto semplice per costruire un racconto leggero e coinvolgente sull’amicizia, sulla crescita e sulle insicurezze che accompagnano il passaggio verso l’età adulta. A fare da cornice c’è la danza, con numerose coreografie che scandiscono la storia e diventano parte integrante del percorso delle due protagoniste.
Due amiche unite dalla passione per la danza

La commedia è incentrata su due amiche fin dai tempi dell’infanzia, Maya (Maitreyi Ramakrishnan) e Anjali (Priyanka Kedia), alle prese con il campionato nazionale di danza insieme alla squadra Bollywood della UCLA.
Fin dall’inizio si percepisce nelle due ragazze una grande voglia di competere e di farsi valere, accompagnata dalle insicurezze e dal desiderio di essere viste tipici di quella fase di transizione e di crescita verso il mondo adulto.
Tra sogno e realtà, durante la loro prima serata al college le ragazze assistono allo spettacolo di una squadra di danza. Maya decide così di iscrivere Anjali alle selezioni, ricordandole che la danza è il loro vero talento e potrebbe rappresentare per entrambe l’occasione per costruire qualcosa di nuovo.
Cominciano quindi i diversi round di selezione per entrare nella squadra, tra fatica e grandi emozioni. La passione per la danza finisce inevitabilmente per intrecciarsi con i doveri scolastici, la paura di non ottenere buoni risultati, il rapporto con i genitori e le dinamiche che si creano con gli altri componenti del gruppo.
Le coreografie e lo spirito Bollywood di Best of the Best

La regista si serve del tono ironico e leggero della sceneggiatura di Hasan Minhaj e Prashanth Venkataramanujam e delle numerose coreografie per intrattenere lo spettatore attraverso musiche e atmosfere in perfetto stile bollywoodiano. La colonna sonora è firmata da Daniel Rojas, mentre un grande merito va anche ai coreografi Phillip Chbeeb, Makenzie Dustman e Joya Kazi.
“L’unica esibizione che conta è quella che resta impressa“: è una frase che riassume bene lo spirito con cui le protagoniste affrontano la competizione.
Bollywood Wedding è infatti il tema della coreografia con cui la squadra dovrà cercare di vincere il campionato, il Best of the Best. Maya inizialmente nutre qualche dubbio nei confronti di uno stile tanto eccessivo, ma è proprio questa esuberanza a diventare uno degli elementi centrali dello spettacolo: Bollywood è eccessivo perché, in fondo, lo è anche la vita.
Iniziano così le prove che porteranno le ragazze verso il tanto atteso campionato e, proprio durante la preparazione, gli equilibri tra Maya e Anjali cominciano a cambiare.
L’amicizia tra Maya e Anjali è il vero cuore del film

Anjali viene scelta per assumere il ruolo della sposa, lo stesso a cui aspirava Maya. Eppure, nei momenti che precedono le esibizioni, Maya riesce comunque a diventare un importante punto di riferimento per l’amica, rassicurandola e spronandola a dare il meglio. Un sostegno che, nel corso della storia, funziona anche nella direzione opposta.
Durante un imprevisto sul palco, Maya viene espulsa dalla squadra e Anjali chiede al caposquadra Ronak (Ankur Rathee) di rivalutare la decisione e permettere all’amica di tornare. Nel corso dell’anno scolastico, però, una serie di incomprensioni porta progressivamente le due ragazze ad allontanarsi e persino la squadra comincia a risentire del loro rapporto ormai incrinato.
È proprio attraverso questo conflitto che Best of the Best comincia a parlare di qualcosa che va oltre la danza. Maya e Anjali sono legate da anni, ma questo non impedisce che tra loro possano esistere gelosie, insicurezze e cose mai dette.
Sul finale, entrambe si ritrovano a guidare la squadra in vista delle finali del campionato e hanno finalmente la possibilità di dirsi ciò che pensano realmente l’una dell’altra. Maya, per esempio, ha sempre visto Anjali come l’amica carina, quella capace di catalizzare naturalmente l’attenzione. Le due finiscono così per fare quasi da specchio l’una all’altra, raggiungendo una nuova consapevolezza non soltanto del loro rapporto, ma anche di se stesse.
Best of the Best parla soprattutto della complessità dell’amicizia

Best of the Best è una commedia ben riuscita, che ha il merito di riuscire a tenere coinvolto lo spettatore attraverso la danza, la musica e l’energia delle sue protagoniste. Ma il film non parla soltanto della passione per Bollywood.
Attraverso Maya e Anjali racconta infatti la complessità dei legami umani e alcune dinamiche che è facile riconoscere anche nelle amicizie della vita quotidiana. Incomprensioni, gelosie e cose non dette possono incrinare persino rapporti che sembravano destinati a durare per sempre.
Il film diventa così anche un invito a comunicare e a superare le incomprensioni, perché a volte un’amicizia può interrompersi per un litigio che, a distanza di anni, potrebbe persino apparire insignificante. Ed è difficile non affezionarsi ad Anjali e Maya e non finire per fare il tifo per loro.
La recensione in breve
Best of the Best è una commedia leggera e coinvolgente che unisce la passione per la danza Bollywood a un racconto sull'amicizia e sulla crescita. Le coreografie e le musiche danno energia al film, ma è soprattutto il rapporto tra Maya e Anjali, con le sue insicurezze e incomprensioni, a rappresentarne il cuore emotivo.
PRO
- Le coreografie e le musiche in stile Bollywood
- L'alchimia tra Maya e Anjali
- Il modo in cui il film racconta l'amicizia e le sue incomprensioni
- Il tono leggero e ironico
CONTRO
- La trama segue uno sviluppo piuttosto prevedibile
-
Voto Cinemaserietv.it
