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Home » Film » Recensioni film » Coup de Chance, la recensione del film di Woody Allen

Coup de Chance, la recensione del film di Woody Allen

La recensione di Coup de chance, il nuovo film di Woody Allen ambientato a Parigi con protagonista Lou de Laâge.
Luca LiguoriDi Luca Liguori4 Settembre 2023Aggiornato:7 Dicembre 2023
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Una immagine di Coup de Chance
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Il film: Coup de Chance, 2023. Regia: Woody Allen. Cast: Lou de Laâge, Melvil Poupaud, Niels Schneider e Valérie Lemercier.

Genere: commedia/drammatico. Durata: 93 minuti. Dove l’abbiamo visto: alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in lingua originale.

Trama: Fanny e Jean sono sposati, ricchi e felici. Tutto cambia quando, per puro caso, la donna incontra Alain, un ex compagno di liceo da sempre innamorato di lei.


A costo di sembrare sdolcinati, la prima cosa che salta in mente guardando il nuovo film di Woody Allen è che il vero colpo di fortuna per ogni appassionato di cinema sia proprio continuare ad avere nuovi film del regista newyorchese. Perché nonostante l’età, nonostante i tentativi di “cancellazione” e la necessità di spostarsi in Europa pur di continuare a fare film, ogni suo film è sempre e comunque una conferma. Del suo genio, della sua lucidità, della sua coerenza. Ma anche un qualcosa di rassicurante, quasi familiare, che contribuisce a farci star bene. E quindi anche semplicemente scrivere questa recensione di Coup de Chance, sapendo che si tratta del cinquantesimo (!) film di Woody Allen, è sì un fantastico colpo di fortuna.

Una trama che ricorda Match Point…

Una immagine di Coup de chance

La trama di Coup de Chance ha inizio quando la bella Fanny incontra per caso un ex compagno di liceo, Alain. Nonostante sia felicemente sposata col ricco Jean, la donna si dice lusingata dai complimenti e dalla confessione di come, in realtà, lui sia stato sempre segretamente innamorato di lei. Da qui comincia una relazione clandestina che la farà dubitare del rapporto apparentemente felice col marito e che innescherà una serie di situazioni sempre più rischiose.

Ancora una volta, quindi, nel cinema di Woody Allen tradimento e fortuna si mischiano, fino a sconvolgere la vita di più persone. Un argomento già trattato nel 2005 nello splendido Match Point, film che in qualche modo aveva dato un importante impulso alla carriera del regista grazie anche a un improvviso cambio di tono e di genere.

… ma con un tono più grottesco e meno cinico

Una immagine di Coup de chance

Rispetto al film con Scarlett Johansson, però, Coup de Chance è sicuramente più dalle parti della commedia, e quindi del Woody Allen più classico. Non mancano quindi alcune battute particolarmente divertenti e graffianti, o un paio di personaggi e trovate particolarmente brillanti (il finale, per esempio, è da applausi), anche se comunque i temi principali sono serissimi e certamente universali. La differenza principale con Match Point, però, è che in questo film Woody Allen, complice forse anche l’età più avanzata, è meno cinico e meno pessimista. Tanto da arrivare addirittura a dire, attraverso i suoi personaggi ovviamente, che già vivere di per sé è come vincere la lotteria. Non male per uno che, in uno dei suoi massimi capolavori, diceva: “io ritengo che la vita sia divisa in due categorie: l’orribile e il miserrimo”.

Paris, je t’aime

Una immagine di Coup de chance

Questa visione quasi romantica della vita sarà forse anche merito della trasferta parigina? Woody Allen nella capitale francese aveva già girato l’ottimo Midnight in Paris, ma Coup de Chance rappresenta il suo primo film girato interamente in una lingua che non è la sua. Pur essendo tutto in francese, però, i dialoghi non perdono nulla della loro efficacia e della loro autenticità. Così come le ambientazioni parigine, magnificamente fotografate da Vittorio Storaro, non sono mai delle mere cartoline per turisti, ma un perfetto corrispettivo di quelle che sarebbero state le location di “casa” se il film fosse stato girato a New York.

Ed è proprio qui che si vede tutta la maestria di un regista che è sempre coerente. E che è in grado davvero di fare film universali, che possono essere ambientati ovunque. A dispetto di chi, invece, qualche decennio fa lo vedeva difficilmente esportabile o comunque indivisibile dalla Grande Mela. Allen è un autore e un regista ormai ancora più completo, capace anche di dirigere un cast tutto francese con la stessa facilità con cui ha sempre girato. Anzi, sembra talmente essersi “innamorato” della sua splendida protagonista – una bravissima Lou de Laâge – che davvero non ci stupirebbe se nel tempo diventasse la sua nuova musa, così com’è stato in passato per i grandi nomi che ben conosciamo.
Tutto questo, ovviamente, se Woody Allen continuerà a fare film. O meglio, se qualcuno glielo permetterà. Perché alla fine tutto si riduce a quello: perché non c’è nulla in questo Coup de Chance che potrebbe far pensare a un imminente ritiro. L’impressione, semmai, è che sia più in forma che mai. Più di molti altri autori, coetanei o anche più giovani, che abbiamo visto in questa 80esima Mostra del Cinema di Venezia.

La recensione in breve

7.5 très jolie

Il nuovo film di Woody Allen è un'opera perfettamente coerente con la filmografia del regista, per i temi che tratta ma anche per il risultato finale. La fotografia di Storaro e la splendida protagonista Lou de Laâge impreziosiscono una sceneggiatura brillante, frutto di una mente ancora lucidissima nonostante l'età ma anche di una visione del mondo - ironica, cinica e in questo caso anche un po' romantica - che è unica e geniale. Lunga vita a Woody Allen e ai suoi film!

  • Voto CinemaSerieTV 7.5
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