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Home » Film » Recensioni film » Doggy Style – Quei bravi randagi, la recensione della sboccata commedia on the road

Doggy Style – Quei bravi randagi, la recensione della sboccata commedia on the road

La recensione di Doggy Style - Quei bravi randagi, la sboccata commedia con Will Ferrell, Jamie Foxx e Will Forte.
Giuseppe GrossiDi Giuseppe Grossi16 Settembre 2023Aggiornato:16 Settembre 2023
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La recensione di Doggy Style
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Il film: Doggy Style – Quei bravi randagi, 2023. Regia: Josh Greenbaum. Cast: Will Ferrell, Jamie Foxx, Will Forte. Genere: Commedia. Durata: 93 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.

Trama: Il piccolo cagnolino Reggie viene abbandonato dal suo padrone senza scrupoli. Ha così inizio una pazza avventura tra randagi in cerca di vendetta.


Il pedigree del guilty pleasure parla chiaro. Ci sono film che non hanno bisogno di grandi trame, scritture sopraffine e personaggi profondi per piacere alle persone. Sono film randagi, magari trascurati, strambi e brutti a prima vista, ma che riescono comunque a conquistarti con i loro occhioni dolci. Apriamo la nostra recensione di Doggy Style – Quei bravi randagi (titolo e sottotitoli italiani a dir poco geniali) mettendo subito le cose in chiaro: questa sboccata commedia on the road è esattamente come si presenta nei trailer e sulle locandine. Ovvero il tipico film volgare e disinibito talmente fuori di testa da fare il giro e conquistarti. A patto che tu voglia abbia voglia di farti un giro con un branco di bastardi. Il cinema di razza non è stato invitato.

La trama: bastardo di un padrone

Una scena di Doggy Style
Doug è un padrone talmente dolce e premuroso da chiamare il suo cane “Muso di merda”. Il problema è il piccolo border terrier spennacchiato è talmente ingenuo e buono d’animo da non riuscire a vedere il marcio nell’uomo anaffettivo che lo maltratta di continuo. Almeno fino a quando, dopo essere stato abbandonato senza pietà, il piccolo Reggie (questo il nome della sua nuova identità) rinasce grazie all’incontro con un piccolo branco di randagi. Un gruppo di amici con cui inizia ad assaporare il gusto della libertà e soprattutto a sviluppare un po’ di sana autostima. E magari anche un pizzico di vendetta nei confronti del crudele Doug.
Come vedete ci sono tutti gli ingredienti della sana avventura: il nido lasciato alle spalle, la scoperta del mondo, una compagnia con cui affrontare le insidie. In effetti Doggy Style è un racconto di formazione on the road, ma raccontato da uno zoticone ubriaco che ha tanta voglia di sfogarsi a suon di peti e parolacce. Prendere o lasciare.

Uno strano incrocio di generi

Un frame di Doggy Style
La vita sa essere molto più bastarda di un randagio. Questa è la morale di Doggy Style. E allora non resta che morderla, la vita. Godersela con chi se la passa male come te. Quei pazzi scatenati di Phil Lord e Chris Miller, i papà di The Lego Movie, producono una commedia scurrile, sboccata e totalmente libera. Strano incrocio tra una parodia delle commedie per famiglia anni Novanta con animali domestici parlanti (stile Babe e Beethoven, per intenderci) e la tipica pellicola adolescenziale dei primi anni Duemila. Quelle in cui ostentare volgarità e una viscerale passione per il politicamente scorretto senza mezze misure o peli sulla lingua. Doggy Style è questo: un salto indietro di vent’anni in un cinema sboccato che se ne frega di essere fuori di testa e fuori tono. Una commedia che a volte gira a vuoto con una comicità stonata, e subito dopo azzecca la battuta giusta, talmente assurda da costringerti a ridere. Dentro c’è di tutto: comicità no sense, battute demenziali, assurdità alla Griffin e persino il gusto dell’avventura. Insomma, il tipico film da vedere tra amici (magari un po’ alticci) per godersi 90 minuti di esilarante delirio.

Cosa c’è sotto il pelo

Il protagonista di Doggy Style
Eppure sotto tutto quel pelo sporco da randagio un cuore c’è. Sì, perché Doggy Style è anche un’efficace e lampante metafora delle relazioni tossiche che non riguardano certo soltanto i cani. Si rimane in superficie, certo, ma il film la pulce nell’orecchio riesce a metterla lo stesso. E non è poco per un film del genere. Un film che racconta soprattutto gli scompensi emotivi di chi vuole amare a tutti costi, di chi si accontenta di dare tutto senza ricevere nulla in cambio, di chi sviluppa una malsana dipendenza verso persone che monopolizzano la tua vita. Ecco, Doggy Style è una bella bocca di ossigeno che ti fa respirare tutto il mondo là fuori. Tutto quello che ti perdi fuori da quei rapporti nati male. Tutto raccontato a modo suo, certo, ma con onestà. Dopotutto non c’è nessuno di più leale di un cane. Di razza o bastardo che sia.

La recensione in breve

7.0 Bastardo

Scurrile, delirante e disinibita, Doggy Style è una commedia on the road da prendere o lasciare. Il tipico film talmente fuori di testa da fare il giro e diventare (per alcuni) un delizioso guilty pleasure.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
  • Voto utenti (3 voti) 6.6
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