Dopo il successo di È colpa mia: Londra, Prime Video prosegue l’adattamento britannico della saga nata dai romanzi di Mercedes Ron con È colpa tua: Londra. Il secondo capitolo riprende la storia di Noah e Nick nel momento in cui la passione iniziale lascia spazio ai problemi della vita reale: università, gelosie, segreti e nuove tentazioni. Sulla carta era l’occasione perfetta per approfondire due personaggi che nel primo film avevano conquistato il pubblico grazie a un mix di attrazione proibita e tensione emotiva. Il risultato, però, è meno coinvolgente del previsto.
Una storia che abbandona il fascino della scoperta

Se il primo film giocava soprattutto sulla scoperta reciproca e sull’attrazione tra due ragazzi costretti a convivere, qui il conflitto cambia completamente natura. Noah e Nick sono ormai una coppia, ma devono imparare a gestire una relazione messa alla prova dalla distanza, dai nuovi ambienti e da persone che rischiano di incrinare la fiducia reciproca costruita fino a quel momento.
L’idea di raccontare il passaggio dall’innamoramento alla fase più complessa di una relazione è interessante, ma la sceneggiatura finisce spesso per affidarsi a incomprensioni e gelosie già viste molte volte nel genere young adult.
Noah e Nick funzionano meno del previsto

Asha Banks e Matthew Broome tornano nei ruoli principali e mantengono una buona presenza scenica, ma questa volta la chimica tra i due appare meno travolgente rispetto al film precedente.
La relazione dovrebbe essere il cuore pulsante del racconto, eppure molte delle scene romantiche risultano molto costruite e ben poco spontanee. Anche i momenti più passionali faticano a trasmettere quell’intensità che la storia continua a raccontarci attraverso dialoghi e dichiarazioni. Il problema non è tanto il cast quanto una scrittura che sembra dare per scontato il coinvolgimento dello spettatore senza riuscire davvero ad alimentarlo.
Londra resta sullo sfondo
L’ambientazione londinese continua a offrire una cornice elegante e contemporanea, tra università prestigiose, locali esclusivi e quartieri molto riconoscibili. Tuttavia la città viene sfruttata meno di quanto ci si potrebbe aspettare e finisce spesso per diventare un semplice sfondo estetico.
Anche il mondo dei personaggi più ricchi e privilegiati appare meno credibile e meno affascinante rispetto alle ambizioni del film, che punta chiaramente a raccontare un universo fatto di lusso e grandi opportunità.
Un sequel che intrattiene ma non aggiunge molto

Il film mantiene un ritmo abbastanza scorrevole e sa esattamente quale pubblico vuole raggiungere. Chi ha amato Noah e Nick probabilmente seguirà con interesse anche questa nuova fase della loro storia, soprattutto in vista del capitolo conclusivo della trilogia.
Tuttavia È colpa tua: Londra dà spesso la sensazione di essere una tappa intermedia, più impegnata a preparare il futuro della saga che a costruire una storia davvero memorabile. Le emozioni non mancano ma è invece assente quella scintilla che aveva reso più efficace il primo capitolo.
Cosa ne pensiamo in sintesi
È colpa tua: Londra continua il percorso di Noah e Nick senza tradire lo spirito della saga di Mercedes Ron, ma fatica a trovare nuove idee per rendere il racconto davvero coinvolgente. Il film punta ancora su passione, gelosie e drammi sentimentali, ma la formula appare meno fresca e meno intensa rispetto agli esordi. Un sequel gradevole per i fan, ma che lascia la sensazione di un'occasione sfruttata solo in parte.
Pro
- I protagonisti restano facilmente riconoscibili per i fan
- Buona cura visiva e ambientazione elegante
- Approfondisce la fase più complessa della relazione
Contro
- Chimica meno incisiva rispetto al primo film
- Conflitti spesso prevedibili
- Manca una vera evoluzione narrativa
- Voto CinemaSerieTV
