Dopo tre stagioni, Heartstopper arriva alla sua conclusione con un film che accompagna Nick, Charlie e il loro gruppo di amici verso la fine del liceo. Heartstopper Forever non cerca di replicare l’entusiasmo dei primi innamoramenti, né di costruire un’ultima grande crisi artificiale. Preferisce, invece, raccontare qualcosa di più difficile: il momento in cui una relazione deve cambiare per non finire.
Il tono è inevitabilmente più malinconico rispetto alla serie: i protagonisti sono ormai cresciuti e il futuro comincia a chiedere che i ragazzi prendano decisioni concrete. Il film è genuino e sincero come lo show ci aveva abituati e chiude con affetto il percorso dei suoi personaggi, anche se la durata ridotta (nemmeno due ore) costringe inevitabilmente alcune storie secondarie a restare sullo sfondo.
Nick e Charlie non sono più gli stessi

All’inizio del film, Charlie (Joe Locke) appare più sicuro di sé: si candida come rappresentante degli studenti per creare uno spazio dedicato ai ragazzi queer e continua a lavorare sul proprio benessere con l’aiuto del terapeuta Geoff. Non ha superato completamente il suo disturbo alimentare o gli impulsi autolesionistici, ma ha imparato a riconoscere ciò che prova e a chiedere aiuto.
Nick (Kit Connor), invece, affronta un momento molto più incerto. La fine del liceo si avvicina e l’università rischia di portarlo lontano da Charlie. Per la prima volta non è lui a sostenere il fidanzato, ma quello che fatica a esprimere le proprie paure. Vedere Charlie costruirsi una vita più autonoma lo rende felice, ma gli fa anche temere di non essere più indispensabile come prima.
È proprio questo cambiamento di equilibrio a rendere credibile il loro ultimo capitolo. Il film non mette in dubbio i sentimenti che li uniscono, ma mostra quanto sia complicato continuare ad amarsi quando entrambi stanno diventando persone diverse.
Una relazione ha bisogno di adattarsi

Il fulcro di Heartstopper Forever non è la domanda su quanto Nick e Charlie si amino, quello è ormai chiaro. Il vero problema è capire se il loro rapporto sia abbastanza solido da sopravvivere a un futuro che non potranno più vivere sempre fianco a fianco.
Nick si chiude e cerca di affrontare da solo l’ansia per ciò che lo aspetta mentre Charlie, che per molto tempo è stato quello più fragile, deve imparare a sostenerlo senza sostituirsi a lui. È un ribaltamento dei ruoli efficace, perché evita di ripetere dinamiche già affrontate nelle stagioni precedenti.
Il rapporto tra Nick e Charlie risulta più credibile nei momenti in cui il film lascia spazio alle loro incertezze. Non sempre riescono a spiegarsi bene o a trovare subito le parole giuste, ed è proprio questa difficoltà a rendere evidente quanto siano cambiati.
Meno leggerezza, più nostalgia

Il film conserva gli elementi visivi che hanno definito la serie, comprese le piccole animazioni disegnate che accompagnano le emozioni dei personaggi. Tuttavia l’atmosfera è più quieta e riflessiva. Le stagioni scandiscono il passare del tempo, mentre i richiami ai momenti più importanti della relazione tra Nick e Charlie trasformano il film in un saluto anche per il pubblico. Alcuni flashback sono molto efficaci, altri insistono un po’ troppo sulla nostalgia, quasi temendo che lo spettatore possa aver dimenticato ciò che ha reso speciale la loro storia.
La volontà di omaggiare la serie è evidente e, nei passaggi meno spontanei, Heartstopper Forever rischia di sembrare più concentrato sulla celebrazione del proprio passato che sul presente dei personaggi.
Gli amici restano troppo ai margini

Il limite più evidente del passaggio da una quarta stagione a un film è lo spazio dedicato ai personaggi secondari. Elle e Tao affrontano una crisi legata ai rispettivi progetti futuri, ma la loro storia viene sviluppata troppo rapidamente. Tara, Darcy, Isaac e gli altri amici compaiono abbastanza da ricordarci quanto siano stati importanti, ma raramente hanno il tempo necessario per vivere un vero arco conclusivo.
Tori (Jenny Walser) riesce invece a ritagliarsi uno dei momenti più toccanti del film, parlando del proprio rapporto con Michael e del diritto di costruire una relazione che non debba assomigliare a quella degli altri. È una scena semplice e molto più naturale di alcune riflessioni inserite con maggiore intenzione didattica. Il film resta giustamente concentrato su Nick e Charlie, ma una stagione completa avrebbe permesso di salutare meglio tutto il gruppo.
Heartstopper prova a diventare adulto

Heartstopper Forever prova a mostrare una fase più adulta della relazione tra i protagonisti, affrontando anche l’intimità e la sessualità con maggiore chiarezza. Eppure conserva la stessa delicatezza quasi idealizzata della serie. È una scelta coerente con l’identità del progetto, ma ora che Nick e Charlie sono cresciuti qualche passaggio appare fin troppo pulito. I momenti più intimi sono teneri, ma privi di quella goffaggine e di quelle imperfezioni che avrebbero reso il loro percorso ancora più autentico.
Il film continua a immaginare uno spazio sicuro in cui i suoi personaggi possano sbagliare senza essere schiacciati dalle conseguenze. È anche il motivo per cui il pubblico ha amato Heartstopper, ma in questo capitolo finale quella protezione comincia a stare un po’ stretta.
Un finale coerente con la serie
Nonostante qualche passaggio affrettato, Heartstopper Forever riesce a dare a Nick e Charlie una conclusione soddisfacente. Non promette che tutto sarà semplice, né che la loro relazione resterà immutabile. Mostra invece che crescere insieme significa accettare la distanza, i dubbi e la possibilità di non avere subito tutte le risposte.
Cosa ne pensiamo in sintesi
Heartstopper Forever accompagna Nick e Charlie verso l’età adulta con dolcezza e una malinconia nuova. Il film chiude bene la loro storia, anche se due ore non bastano per dare il giusto spazio a tutti i personaggi.
Pro
- Kit Connor e Joe Locke confermano una grande sintonia
- Il nuovo equilibrio tra Nick e Charlie funziona
- La conclusione è coerente con il tono della serie
Contro
- Gli amici rimangono troppo sullo sfondo
- La maturità dei protagonisti viene raccontata con eccessiva cautela
- Voto CinemaSerieTV
