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Home » Film » Recensioni film » Le donne al balcone, la recensione: il femminismo gore di Noémie Merlant

Le donne al balcone, la recensione: il femminismo gore di Noémie Merlant

Le donne al balcone è la nuova provocazione firmata Noémie Merlant: una commedia horror femminista, viscerale e barocca, che racconta desiderio, rabbia e liberazione.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini24 Marzo 2025Aggiornato:24 Marzo 2025
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Una scena dal film Le donne al balcone - The balconettes
Una scena dal film Le donne al balcone - The balconettes - Fonte: Officine UBU
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Il film: Le donne al balcone, 2025. Diretto da: Noémie Merlant. Cast: Noémie Merlant, Souheila Yacoub, Sanda Codreanu, Lucas Bravo. Genere: Commedia, horror, drammatico. Durata: 105 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.

Trama: In una Marsiglia infuocata dall’estate, tre coinquiline osservano con curiosità un vicino affascinante. Ma quella che sembra una semplice fantasia si trasforma in un incubo quando si rivela un violentatore.

A chi è consigliato? A chi ama il cinema femminista che osa, a chi cerca storie audaci tra il grottesco e l’intimo, e a chi non ha paura di affrontare il dolore con uno sguardo ironico e sovversivo.


Con Le donne al balcone (The Balconettes), dal 20 marzo nelle sale italiane, Noémie Merlant firma regia, sceneggiatura e recitazione di un’atipica commedia horror che indaga in profondità la sessualità femminile. Il secondo lungometraggio dell’interprete di Ritratto di una giovane in fiamme non teme affatto la provocazione: il suo è un racconto viscerale, drammatico, a tratti folle, che denuncia con forza gli abusi sulle donne.

Al centro del film c’è sempre il corpo femminile, o meglio il desiderio della donna: è la sua presenza (o assenza) a muovere gli eventi, esplorando le conseguenze di una società che tende a ignorarlo. Una pellicola decisamente divisiva sin dalla sua presentazione fuori concorso al Festival di Cannes 2024, soprattutto per il coraggio con cui porta la sua premessa alle estreme conseguenze: il tono è feroce e la visione autoriale è chiarissima.

Desiderio, corpi, fantasmi e ferite aperte

Le donne al balcone, una scena del film
Le donne al balcone, una scena del film – Fonte: Officine UBU

La storia si svolge a Marsiglia, durante una soffocante ondata di caldo che porta le temperature a 46 gradi. Nicole (Sada Codreanu), scrittrice in crisi creativa, fantastica giorno dopo giorno sul suo vicino di casa, che spesso si aggira nudo nel suo appartamento. Il desiderio cresce fino a trasformare quest’uomo sconosciuto nel protagonista della sua prossima storia erotica.

A Nicole si uniscono le sue migliori amiche: Ruby (Souheila Yacoub), camgirl esuberante e disinibita, ed Elise (Noémie Merlant), attrice intrappolata in una relazione tossica dalla quale tenta di fuggire. Un incontro fortuito fa sì che Ruby conosca finalmente l’affascinante vicino (interpretato da Lucas Bravo, già visto in Emily in Paris). L’uomo le invita nel suo appartamento e rivela di essere un fotografo. Da qui, un improvviso colpo di scena dà il via a una spirale tragica che cambierà per sempre il destino delle tre protagoniste.

Le donne al balcone è un’opera audace e liberatoria, un grido di rivolta contro ogni forma di oppressione che non risparmia nessuno: non è un film per tutti, ma ha la forza e il potenziale per lasciare il segno. La sceneggiatura, scritta a sei mani da Merlant, Pauline Munier e Céline Sciamma, sembra nascere da una rabbia profonda verso dinamiche purtroppo ancora troppo comuni: maltrattamenti fisici e psicologici, violenze sessuali, rapporti non consensuali anche all’interno della coppia, molestie. Il grande obiettivo di Merlant è far convivere contenuti duri con una forma narrativa coinvolgente, che mescoli thriller, commedia e horror. E ci riesce grazie a una regia audace che rompe gli stereotipi e immagina personaggi liberi da ogni catena.

Una sceneggiatura infuocata dalla rabbia

Le tre protagoniste del film Le donne al balcone
Le tre protagoniste del film Le donne al balcone – Fonte: Officine UBU

Con il suo secondo film da regista, Noémie Merlant sorprende ancora una volta portando in scena un cinema rumoroso, imperfetto, caotico, ma profondamente libero. Le donne al balcone è una commedia feroce, visivamente intrigante e concettualmente radicale, che unisce umorismo, denuncia e provocazione in un mix esplosivo e destabilizzante. Il crimine raccontato dal film è solo uno tra tanti: si tratta in realtà di una costellazione di micro e macro violenze che le protagoniste, in modi diversi, decidono di non subire più.

Merlant costruisce un racconto che non si adatta a nessuna etichetta, ma crea un mondo a sé, abitato da donne che reclamano spazio, voce, desiderio e corpo. Un’attrice con l’aria da Marilyn Monroe, una camgirl solare e disinibita, e una scrittrice tormentata da una crisi esistenziale: diverse ma unite, le tre protagoniste vivono insieme in una sorta di bolla affettiva e creativa, finché la realtà irrompe in tutta la sua brutalità.

Una regia che sfida il caos e lo trasforma in stile

Una scena del film Le donne al balcone - The Balconettes
Una scena del film Le donne al balcone – The Balconettes – Fonte: Officine UBU

Merlant realizza un vero e proprio atto di liberazione creativa, un omaggio a se stessa e al diritto di ogni donna di raccontare la propria esperienza anche attraverso il grottesco e l’assurdo. Da qui nasce la definizione più adatta per questa opera: femminismo gore, un’etichetta nuova per un cinema che rompe gli schemi, ferisce e, allo stesso tempo, libera.

Si tratta di riappropriarsi del proprio corpo con orgoglio libertario, nudità esibita, umorismo sfrenato e una buona dose di liberazione… anche fisica. Il risultato è una commedia barocca, eccessiva, con toni suicidi e un’estetica che richiama chiaramente il cinema di Pedro Almodóvar. Un film che sicuramente dividerà: chi lo amerà, lo farà senza riserve; chi lo respingerà, lo farà con forza. In ogni caso, è impossibile restare indifferenti.

La recensione in breve

7.0 Disinibito

Con Le donne al balcone, Noémie Merlant firma un film coraggioso e profondamente personale, che mescola commedia, horror e denuncia sociale in un racconto viscerale e radicale. Il risultato è un’opera barocca, provocatoria, a tratti eccessiva, che non ha paura di sporcarsi le mani per raccontare il desiderio, la rabbia e la liberazione delle donne.

Pro
  1. L’energia anarchica e il coraggio di coniare un nuovo linguaggio cinematografico al femminile
  2. Una regia audace e personale: Merlant osa con stile e identità, senza compromessi
  3. Temi forti trattati con originalità: violenza, desiderio e autodeterminazione al centro del racconto
Contro
  1. Alcune scene rischiano di scivolare nel caos fine a se stesso, perdendo forza nella confusione visiva e narrativa
  2. Un film volutamente divisivo: chi cerca narrazioni più lineari o rassicuranti potrebbe non apprezzarlo.
  • Voto CinemaSerieTv 7
  • Voto utenti (0 voti) 0
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