Il film: Lonely Planet, 2024. Regia: Susannah Grant. Cast: Laura Dern, Liam Hemsworth, Diana Silvers, Younès Boucif, Adriano Giannini, Rachida Brakni. Genere: Drammatico, sentimentale. Durata: 101 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: Un’autrice solitaria ritiratasi in Marocco per finire il suo ultimo libro incontra un uomo più giovane (e fidanzato) con il quale intraprende una relazione.
A chi è consigliato? A chi ama le storie d’amore ambientate in atmosfere esotiche.
In linea con un filone narrativo che nell’ultimo anno sta guadagnando sempre più spazio a Hollywood, quello delle relazioni tra donne mature e uomini più giovani, arriva su Netflix Lonely Planet, commedia romantica diretta da Susannah Grant e con protagonisti Laura Dern e Liam Hemsworth. Il film segue la storia di Katherine, una scrittrice che partecipa a un ritiro per autori in Marocco nel tentativo di superare un blocco creativo. Qui incontra Owen, un giovane che accompagna la sua fidanzata al ritiro e si sente un pesce fuor d’acqua tra gli intellettuali. Con il tempo, la loro amicizia evolve in una relazione profonda e complessa, sfidando le convenzioni sociali e i limiti imposti dalle loro vite attuali.
Rispetto ad altri titoli simili, Lonely Planet cerca di distaccarsi dallo stereotipo, concentrandosi non tanto sul divario generazionale, quanto sulle complessità interiori dei protagonisti. Nonostante questo tentativo di esplorare le sfumature emotive dei personaggi, però, la sceneggiatura soffre spesso di una certa prevedibilità e artificiosità, che rischiano di compromettere l’impatto emotivo della storia.
Il trend del momento?

Lonely Planet si inserisce alla perfezione in un filone narrativo che nell’ultimo anni sta acquisendo sempre più spazio a Hollywood: le relazioni tra donne mature e uomini più giovani. Un trend che vede titoli come The Idea of You (di cui trovate la nostra recensione) e i progetti più recenti con Nicole Kidman, come A Family Affair e il futuro BabyGirl, esplorare dinamiche sentimentali che sfidano le convenzioni tradizionali. Tuttavia, la pellicola scritta e diretta da Susannah Grant riesce a distaccarsi in modo significativo da molte delle opere che affrontano questo tema: invece di focalizzarsi sui conflitti che inevitabilmente derivano da un divario generazionale, infatti, si concentra maggiormente sulla complessità delle vite interiori dei protagonisti e su come le loro esperienze li abbiano portati a sviluppare un legame profondo e autentico. In questo senso, la narrazione sembra più interessata a esplorare i legami tra due persone che si trovano sì in fasi diverse della vita, ma che condividono la stessa necessità di connessione e comprensione. Questo approccio riesce a dare alla storia una profondità inaspettata, evitando di ridurre i protagonisti a semplici stereotipi.
La forza dei protagonisti

A tal proposito, il punto di forza di Lonely Planet risiede proprio nella caratterizzazione dei suoi protagonisti, che emerge in modo più vivido e realistico rispetto a molte altre storie d’amore basate sulla differenza di età. Invece di seguire i soliti cliché, i personaggi di Katherine e Owen sono tratteggiati con una profondità che li rende umani e complessi. Katherine non è una donna sessualmente frustrata o vittima delle sue circostanze e non assume il ruolo di predatrice o di donna in cerca di una fuga dalla sua vita. Allo stesso modo, Owen non è il classico giovane uomo che entra nella vita di una donna matura per cambiarla completamente. Al contrario, entrambi i personaggi si trovano a vivere un’esistenza che confondono con la felicità, aggrappandosi a una routine di sopravvivenza emotiva, finché non si incontrano.
Le interpretazioni di Laura Dern e Liam Hemsworth sono ciò che eleva ulteriormente la narrazione. Dern, con la sua esperienza e sensibilità, rende Katherine una figura piena di sfumature, mentre Hemsworth porta freschezza e vulnerabilità al suo Owen. Purtroppo, la stessa cosa non si può dire dei personaggi secondari, a malapena unidimensionali, la cui inclusione aggiunge poco o niente all’impianto narrativo.
Nomen omen

Il film Lonely Planet su Netflix si sviluppa con una sceneggiatura che, sebbene ambisca a esplorare i temi dell’amore e della connessione umana, finisce spesso per apparire prevedibile e artificiosa; la trama, infatti, segue un percorso già visto, con svolte narrative che si possono intuire sin dai primi minuti. Le stesse interazioni tra i protagonisti, pur ben recitate, a volte sembrano costruite più per effetto drammatico che per coerenza con la loro evoluzione personale. Questo approccio finisce per togliere autenticità ai momenti più emotivi, rendendo la narrazione simile a una guida turistica preimpostata, come quella famosa a cui si fa riferimento nel titolo. Anche i paesaggi esotici e le avventure all’estero appaiono come scenari estetici più che veri motori della trama, rinforzando la sensazione che il film segua una sorta di percorso stabilito, proprio come una Lonely Planet.
La recensione in breve
Rispetto ad altri titoli simili, Lonely Planet cerca di distaccarsi dallo stereotipo, concentrandosi non tanto sul divario generazionale, quanto sulle complessità interiori dei protagonisti. Nonostante questo tentativo di esplorare le sfumature emotive dei personaggi, però, la sceneggiatura soffre spesso di una certa prevedibilità e artificiosità, che rischiano di compromettere l’impatto emotivo della storia.
Pro
- I protagonisti sono molto ben caratterizzati
- Parla di una relazione tra una donna matura e un uomo più giovane ma non scade nello stereotipo
Contro
- Una sceneggiatura spesso prevedibile e artificiosa
- Voto CinemaSerieTV
