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Home » Film » Recensioni film » Miss Italia non deve morire, la recensione: il sogno infranto di un concorso in declino

Miss Italia non deve morire, la recensione: il sogno infranto di un concorso in declino

La recensione di Miss Italia non deve morire, docufilm Netflix dietro le quinte di un evento ormai in declino.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini27 Febbraio 2025
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Miss Italia non deve morire
Miss Italia non deve morire. Fonte: Netflix
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Il film: Miss Italia non deve morire, 2025. Regia: Pietro Daviddi, David Gallerano. Cast: Patrizia Mirigliani. Genere: Documentario. Durata: 99 minuti. Dove l’abbiamo visto: Netflix.

Trama: Miss Italia non deve morire esplora la crisi del celebre concorso di bellezza attraverso la figura di Patrizia Mirigliani, tra nostalgie del passato e scontri con un mondo in rapida evoluzione.

A chi è consigliato? : Perfetto per chi ama i documentari sul cambiamento sociale e culturale, ma anche per chi vuole scoprire i retroscena di un’icona italiana in declino.


C’era un tempo in cui Miss Italia era il palcoscenico della bellezza nazionale, il trampolino di lancio per stelle del cinema e della televisione, un appuntamento fisso nelle case degli italiani. Oggi, quel sogno sembra essersi sgretolato sotto il peso dei tempi che cambiano e delle nuove sensibilità sociali. Miss Italia non deve morire, il documentario diretto da Pietro Daviddi e David Gallerano, disponibile su Netflix dal 26 febbraio 2025, non è un semplice resoconto nostalgico di un’epoca dorata, ma il ritratto impietoso di un concorso che fatica a trovare un senso nella contemporaneità. Attraverso gli occhi di Patrizia Mirigliani, erede di un marchio storico e combattiva patron del concorso, il docufilm esplora il difficile equilibrio tra tradizione e cambiamento, tra l’attaccamento al passato e la necessità di evolversi. Con un montaggio serrato e una narrazione che alterna ironia e malinconia, il documentario ci porta dietro le quinte di un evento che lotta per restare rilevante, raccontando anche le storie di coloro che ne fanno parte, dalle giovani concorrenti agli agenti storici del concorso.

Un’annunciata agonia

Una scena di Miss Italia non deve morire.
Una scena di Miss Italia non deve morire. Fonte: Netflix.

Il documentario si apre con immagini di repertorio di Miss Italia nei suoi anni d’oro: luci, lustrini, applausi. Poi, un brusco risveglio. Oggi il concorso è confinato ai centri commerciali e alle dirette streaming, lontano dai fasti televisivi di un tempo. Patrizia Mirigliani, con il telefono sempre in mano, cerca disperatamente di riportare il suo concorso in prima serata, ma si scontra con una realtà che non la vuole più. Al suo fianco, figure come Gerry Stefanelli, agente storico per la Toscana, che incarna il passato conservatore della kermesse, e il giovane Nicola Pisu, figlio della Mirigliani, il cui percorso personale tormentato si intreccia con quello del concorso. A emergere tra le concorrenti è Aurora Miniaci, ragazza fuori dagli schemi, che partecipa pur sapendo di essere l’antitesi del concorso stesso. Attraverso interviste e momenti di backstage, il documentario mette in scena un mondo in crisi, diviso tra chi vuole restare ancorato al passato e chi cerca un futuro che sembra non arrivare mai.

La bellezza, tra tradizione e decadenza

Patrizia Mirigliani e le ragazze di Miss Italia.
Patrizia Mirigliani e le ragazze di Miss Italia. Fonte: Netflix.

Miss Italia non deve morire non si limita a raccontare il declino di un concorso di bellezza, ma si interroga su cosa significhi oggi il concetto stesso di bellezza. Se un tempo bastava un bel volto per entrare nel mondo dello spettacolo, oggi i social hanno reso obsoleti i concorsi: TikTok e Instagram sono le nuove passerelle, e le influencer hanno sostituito le reginette di bellezza. Il documentario sottolinea come Miss Italia sia stato travolto da una rivoluzione culturale che ha ridefinito i canoni estetici e il ruolo della donna nella società. Non si tratta più solo di un concorso fuori moda, ma di un format che non riesce più a dialogare con il mondo contemporaneo.

Patrizia Mirigliani: una battaglia contro il tempo

Patrizia Mirigliani e Gerry Stefanelli.
Patrizia Mirigliani e Gerry Stefanelli. Fonte: Netflix.

Al centro della narrazione c’è la figura di Patrizia Mirigliani, personaggio tragico in lotta con un destino già segnato. La sua missione è chiara: tenere in vita Miss Italia a ogni costo. Ma è una guerra che sembra impossibile da vincere. Con determinazione e testardaggine, Patrizia cerca alleati tra i dirigenti Rai, sperando in un ritorno del concorso sui canali pubblici. Le sue dichiarazioni, spesso cariche di passione e nostalgia, rivelano un attaccamento quasi viscerale a un’idea di femminilità che oggi appare superata. La sua storia personale si intreccia con quella del concorso, rendendo il documentario non solo una riflessione sulla bellezza, ma anche il ritratto di una donna che lotta per preservare il lascito del padre, Enzo Mirigliani.

L’addio a Gerry Stefanelli: il tramonto di un’epoca

Gerry Stefanelli.
Gerry Stefanelli. Fonte: Netflix.

Uno dei momenti più toccanti del documentario è la scomparsa improvvisa di Gerry Stefanelli, storico agente toscano del concorso. La sua presenza, inizialmente caricaturale per le sue opinioni anacronistiche e il suo modo brusco di selezionare le ragazze, si trasforma in un simbolo del passato che se ne va. Il film documenta anche il suo funerale, rendendo omaggio a una figura che, nel bene e nel male, ha rappresentato per decenni lo spirito di Miss Italia. Le sue parole, riascoltate con il senno di poi, suonano quasi come un testamento: “Miss Italia è la mia vita. Quando ho fatto le mie cose, ho sempre smesso all’apice”. Il passaggio di testimone al figlio Alessio, che promette di continuare l’opera del padre, appare più come un atto simbolico che una reale prospettiva per il futuro del concorso.

Un epilogo amaro: il sogno che non c’è più

Una scena di Miss Italia non deve morire.
Una scena di Miss Italia non deve morire. Fonte: Netflix.

“ìMiss Italia non deve morire è un documentario che oscilla tra il grottesco e il drammatico, tra l’analisi sociologica e la cronaca di una disfatta annunciata. Nonostante la sua indubbia qualità cinematografica e la capacità di coinvolgere lo spettatore, il film lascia un senso di amarezza e disillusione. Patrizia Mirigliani può anche incrociare le dita e sperare in un’inaspettata rinascita, ma la realtà è evidente: Miss Italia è un’istituzione che non ha più ragione di esistere. Forse, più che lottare per farlo sopravvivere, sarebbe il caso di lasciarlo andare, come un vecchio sogno che ha fatto il suo tempo.

La recensione in breve

7.5 Decadente

Miss Italia non deve morire non è solo un racconto su un concorso di bellezza, ma uno specchio di un'Italia che fatica a trovare il suo posto tra tradizione e progresso. Il documentario di Daviddi e Gallerano alterna ironia e malinconia, con uno sguardo lucido e impietoso su un mondo che non vuole arrendersi all'oblio. Patrizia Mirigliani è il cuore pulsante della narrazione, combattiva e tragica al tempo stesso. Tra speranze, nostalgia e scontri generazionali, il film scava sotto la superficie scintillante del concorso, rivelandone le fragilità.

Pro:
  1. Ritmo serrato e montaggio curato
  2. Storie umane profonde e complesse
  3. Un'analisi sociale tagliente
Contro:
  1. In alcuni punti un po' artefatto.
  • Voto CinemaSerieTV 7.5
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