Il film: Nonnas, 2025. Regia: Stephen Chbosky. Cast: Vince Vaughn, Susan Sarandon, Lorraine Bracco, Talia Shire, Brenda Vaccaro, Linda Cardellini, Joe Manganiello. Genere: Commedia. Durata: 111 minuti. Dove l’abbiamo visto: Netflix.
Trama: Dopo la morte della madre, Joe Scaravella decide di aprire un ristorante per onorarne la memoria. L’idea? Assumere un gruppo di nonne italiane come cuoche, portando in tavola i sapori autentici della tradizione e creando una nuova famiglia tra fornelli e ricordi.
A chi è consigliato?: A chi ama le storie vere raccontate con dolcezza, a chi cerca un film sul valore della cucina di casa, sulle seconde possibilità e sul senso di comunità.
Basato sulla vera storia di Joe Scaravella e del ristorante Enoteca Maria a Staten Island, Nonnas è un film che punta dritto al cuore con gli ingredienti giusti: cibo, famiglia, lutto e seconde possibilità. Diretto da Stephen Chbosky (Wonder, Noi siamo infinito), e interpretato da Vince Vaughn in un’insolita versione intimista, il film racconta il percorso di un uomo che, per elaborare il dolore della perdita, decide di creare un luogo in cui la memoria familiare possa rivivere attraverso i sapori della tradizione italiana. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, Nonnas resta un piatto cucinato con amore ma privo del tocco deciso che lo renda davvero indimenticabile.
L’idea vincente: cucinare per ricordare

Joe Scaravella (Vince Vaughn) è un impiegato newyorkese segnato dalla recente morte della madre. Perso in una quotidianità che non gli appartiene più, trova conforto solo nella cucina, preparando le ricette tramandate dalla sua famiglia. A spingerlo a cambiare radicalmente vita è un’intuizione: trasformare la nostalgia in qualcosa di concreto aprendo un ristorante dove ai fornelli ci siano solo nonne italiane – le “nonnas” del titolo – custodi delle vere ricette di casa. Senza alcuna esperienza imprenditoriale, Joe rileva un locale abbandonato e si lancia in un’impresa folle ma colma d’affetto.
Ad affiancarlo ci sono Bruno (Joe Manganiello), amico fidato con il cuore da contractor e la battuta facile, e Stella (Drea de Matteo), presenza verace e protettiva. Insieme, accolgono in cucina Roberta (Lorraine Bracco), Antonella (Brenda Vaccaro), Teresa (Talia Shire) e Gia (Susan Sarandon): donne diverse, accomunate dal desiderio di dare un senso nuovo alla loro esperienza di vita.
Le vere protagoniste? Le nonne, ma restano ai margini

Il cast è senza dubbio uno dei punti di forza del film. Le interpreti delle nonne – tre vere icone del cinema italoamericano – donano al racconto calore, umanità e una tenerezza mai stucchevole. Bracco è una matriarca dal cuore indurito, Vaccaro una vedova malinconica e ironica, Shire una ex suora con doti culinarie da miracolo. Eppure, nonostante la loro forza espressiva, i personaggi restano in secondo piano, usati più come contorno emotivo al percorso di Joe che come veri agenti narrativi.
È qui che il film mostra il suo limite più evidente: avrebbe potuto e dovuto spostare il baricentro della storia sulle nonnas, sui loro passati, sulle loro ricette, sulle cicatrici che portano con sé. Invece, Nonnas si affida a una formula rassicurante e fin troppo prevedibile, dove tutto – dalle difficoltà iniziali al successo finale del ristorante – segue uno schema consolidato.
Vince Vaughn sorprende (ma non basta)

Lontano dai suoi ruoli più comici e fracassoni, Vaughn si cala con sensibilità nei panni di Joe. Il suo personaggio è gentile, malinconico, mosso da un desiderio autentico di fare qualcosa di significativo. Il film trova i suoi momenti migliori proprio quando Joe si perde nei ricordi della madre e della nonna, o quando osserva le nonne cucinare con quell’intensità tutta mediterranea. Vaughn è credibile e misurato, ma non ha abbastanza spessore narrativo per reggere da solo l’intero impianto del film.
Anche la storyline romantica con Olivia (Linda Cardellini), ex compagna del liceo, appare forzata e poco coinvolgente. Più che arricchire la trama, sembra inserita per soddisfare un canone narrativo che Nonnas avrebbe potuto tranquillamente evitare.
Tra comfort food e cliché

Chbosky dirige con mestiere e affetto, ma senza particolari guizzi. Le immagini di Staten Island, le inquadrature dei piatti, le sequenze in cucina sono luminose, rassicuranti, a tratti perfino pubblicitarie. L’effetto complessivo è quello di un film che si accontenta di essere “piacevole”, senza rischiare mai di più. Il montaggio è lineare, le musiche evocative, ma manca la sensazione di trovarsi davanti a una storia davvero speciale.
Il tono è quello della comfort comedy: si ride, ci si commuove un po’, si sorride di fronte ai battibecchi tra nonne e si assiste a un lieto fine che arriva puntuale. Nonostante ciò, il potenziale emotivo e culturale che questa storia reale poteva offrire rimane inespresso.
Nonnas è un film che si lascia guardare, perfetto per una serata tranquilla e magari accompagnato da un piatto di pasta. È pieno di buoni sentimenti, interpretato da un cast affiatato e ricco di volti amati. Ma è anche una pellicola che non osa davvero approfondire i temi che sfiora, scegliendo la via più semplice. Peccato: con un pizzico di audacia in più, avrebbe potuto diventare un piccolo classico contemporaneo sul valore delle tradizioni familiari e sul legame tra cibo e memoria.
La recensione in breve
Nonnas è un film che scalda il cuore, ma non lascia un’impronta duratura. Tra comfort food e buoni sentimenti, racconta una storia vera con affetto, ma resta ancorato a una narrazione prevedibile e a personaggi secondari poco sviluppati. Un’occasione mancata, che si accontenta di essere piacevole quando avrebbe potuto essere memorabile.
Pro
- Il cast femminile: Bracco, Vaccaro, Shire e Sarandon danno calore e autenticità
- Vince Vaughn sorprende in un ruolo più intimo e misurato
- Fotografia solare e atmosfera accogliente
- La storia vera alla base è toccante e originale
Contro
- Le nonne restano ai margini della narrazione
- La struttura narrativa è troppo prevedibile
- La sottotrama romantica è poco convincente
- Manca profondità emotiva e spazio per i personaggi secondari
- La cucina resta sullo sfondo: poca attenzione alla cultura gastronomica
- Voto CinemaSerieTv
